/

La missione 89 della Open Arms torna sulla rotta del Mediterraneo Centrale

Testo e fotografie di Antonio Sempere

La nave Open Arms è partita nel tardo pomeriggio di giovedì 17 febbraio da Barcellona e si dirige verso la zona Sar al di sotto delle coste italiane e maltesi. La Ong catalana Proactiva Open Arms è specializzata in missioni di monitoraggio e soccorso di imbarcazioni che trasportano persone che necessitano aiuto nelle acque del Mediterraneo Centrale.

La nave di salvataggio è salpata il 17 febbraio dal porto di Barcellona con la missione di osservazione, monitoraggio e soccorso delle imbarcazioni in stato di bisogno nelle acque del Mediterraneo Centrale. L’equipaggio è composto da due squadre di soccorritori, un’equipe medica e di mediazione interculturale.

Durante l’estate dello scorso anno la Open Arms è rimasta ferma per apportare migliorie alla nave, al fine di continuare a realizzare operazioni di salvataggio in alto mare. La missione 89 si dirige verso la zona SAR di fronte alle coste della Libia da dove continuano a lanciarsi in mare centinaia di persone che fuggono dalla disperazione, dalla guerra e dalle condizioni di schiavitù e povertà cui sono soggetti nel paese nordafricano considerato di transito, dove le mafie della tratta degli esseri umani spadroneggiano.

L’obiettivo della Open Arms è continuare a salvare vite nel Mediterraneo, laddove l’inerzia dei governi obbliga le navi della società civile ad agire per fare in modo che il numero dei morti non aumenti, con più di 23.000 morti e dispersi registrati dal 2014.

L’anno scorso la nave è rimasta per due mesi e mezzo in stato di fermo disposto dalle autorità italiane, dopo che un giudice di Palermo ha deciso di processare l’ex Ministro dell’Interno Matteo Salvini per il sequestro della stessa nave ad agosto 2019.

Photo credit: Antonio Sempere

Secondo il programma di Monitoraggio degli Sfollati della OIM, la rotta del Mediterraneo Centrale è il crocevia dal Nord Africa verso Italia e Malta. I migranti che intraprendono questa rotta generalmente hanno come obiettivo quello di arrivare fino alle coste italiane e partono da vari paesi del Nord Africa che confinano con il Mar Mediterraneo. Se negli anni passati la maggior parte delle persone è partita dalla Libia, si sta registrando una quantità di partenze, in proporzione inferiore, ma comunque in aumento, dalla Tunisia, dall’Egitto e dall’Algeria. La Tunisia, in particolare, è stata testimone di un aumento nelle partenze e i cittadini tunisini rappresentano oltre il 60% degli attraversamenti del Mediterraneo Centrale nel 2021.