Rilascio di protezione speciale a richiedente nigeriana per la salvaguardia dei diritti contemplati all’art. 2 della Costituzione

Tribunale di Venezia, decreto del 3 febbraio 2022

Photo credit: Angelo Aprile

Il Tribunale di Venezia, accertando il diritto alla protezione speciale di una cittadina nigeriana, sottolinea come tale riconoscimento debba ricorrere nei casi in cui vi siano situazioni meritevoli di tutela per motivi, anche atipici, connessi alla salvaguardia dei diritti contemplati all’art. 2 della Costituzione.

In tale ottica, il Giudice tiene in considerazione, oltre alla giovane età della ricorrente, l’evidente sradicamento rispetto al Paese di Origine, da cui si è allontanata ormai da più di cinque anni. Inoltre, la richiedente, in Italia, ha costruito un proprio nucleo familiare, composta dal compagno, titolare di regolare permesso di soggiorno e dai due figli minori. Il Tribunale valorizza l’unità familiare e la possibilità di svolgere il ruolo genitoriale della richiedente, ritenendoli situazione giuridiche primarie, fondamentali ed inviolabili.

Oltre alla sussistenza di motivi umanitari che impongono la concessione di un permesso di soggiorno ai sensi dell’art. 19 co. 2 lett. C del d.lgs. 286/1998, il Tribunale, comparando le situazioni dei due Paesi, ravvisa un’effettiva ed incolmabile sproporzione tra i contesti di vita nel godimento dei diritti fondamentali che renderebbero il rimpatrio lesivo ai sensi dell’art. 8 CEDU.

La richiedente, oltre ad una buona conoscenza della lingua italiana, ha intrapreso percorsi di formazione e sottoscritto un contatto di lavoro domestico, interrotto a causa della seconda gravidanza. A tal punto, il Collegio richiama l’ordinanza n. 3320/2021, con cui la Cassazione afferma che il livello di integrazione del richiedente non può intendersi come necessità di un pieno e radicale inserimento nel contesto sociale e culturale del paese ospitante, bensì in termini di ogni apprezzabile sforzo di inserimento nella realtà locale.

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Sintesi redatta dalla Dott.ssa Yvonne Valerio per un caso trattato dall’Avv. Chiara Pernechele.


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