Illustrazione tratta da «Quaderni russi. Sulle tracce di Anna Politkovskaja» di Igort
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L’elemento territoriale nella storia russa: dall’epoca zarista al caso studio ceceno

Tesi di laurea di Valeria Gabrielli

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Alma Mater Studiorum
Università di Bologna

Scuola di Scienze politiche
Corso di laurea magistrale in Cooperazione internazionale, tutela dei diritti umani e dei beni etno-culturali

L’elemento territoriale nella storia russa: dall’epoca zarista al caso studio ceceno

Tesi di laurea in storia dell’Europa Orientale, nation building e tutela delle minoranze

Valeria Gabrielli (Anno Accademico 2016/2017)

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Introduzione

Nata dall’interessamento alla questione cecena, scaturito in seguito alla lettura dei «Quaderni russi. Sulle tracce di Anna Politkovskaja. Un reportage disegnato» 1 del fumettista ed editore Igort (all’anagrafe Igor Tuveri), l’idea alla base del presente elaborato è quella di ripercorrere le modalità attraverso le quali la classe dirigente a capo delle diverse configurazioni statuali assunte dall’odierna Federazione Russa nel corso della storia – a partire dall’epoca zarista fino ai giorni nostri – abbia considerato il mantenimento dell’estensione del territorio come una variabile fondamentale per l’affermazione della sua potenza statale all’interno del panorama internazionale odierno e passato – al punto da condurre attacchi armati invasivi e militarmente offensivi per la popolazione civile, come quello verificatosi in Cecenia durante gli anni Novanta.

Intendendo lo ‘spazio russo’ come il territorio compreso all’interno dei confini ufficialmente istituiti nelle diverse fasi politiche e statuali di quella che è oggi una Federazione, la prima parte del lavoro intenderà realizzare una breve panoramica della storia russa sottolineando gli eventi considerati da chi scrive come emblematici dell’attaccamento istituzionale russo alla componente territoriale statale.

In accordo alla suddivisione convenzionale nei periodi zarista, sovietico e post-sovietico, nel presente elaborato queste fasi verranno associate alle diverse funzioni attribuite allo spazio statale che ha caratterizzato la Russia nelle sue differenti epoche storiche. Nell’ultima sezione si cercherà poi di ricostruire la storia della regione cecena, focalizzando l’attenzione sul suo rapporto con il centro politico e istituzionale dell’Impero zarista prima, dell’Unione Sovietica poi, ed infine della Federazione Russia: considerando la questione cecena come un caso studio emblematico del più generale e serrato legame tra governo politico e territorio statale, sarà attraverso la rilettura dell’incontro/scontro tra il centro russo e la periferia cecena che si cercherà di capire come mai i vari governi centrali abbiano spesso cercato di controllare più o meno direttamente la regione caucasica, inserendola – anche forzatamente – all’interno dei confini politici dell’attuale Federazione Russa.

Seguendo la narrazione cronologica degli eventi storici e utilizzando in prevalenza testi di autori più o meno recenti, i capitoli del lavoro saranno così organizzati: la prima sezione sarà dedicata al periodo zarista e alla funzione ideologica dello spazio, dove si vorrà dimostrare come il problema identitario di un grande Impero multietnico in perenne confronto con l’Occidente si sia manifestato nella tendenza dei regnanti alla costruzione di un’identità nazionale che traesse la sua forza dalla capacità di dominio oltre i confini del territorio sotto la sua giurisdizione – riassumibile secondo Francesco Vietti nel termine “imperialismo2; successivamente. verrà affrontato il periodo sovietico e la relativa funzione coercitiva del territorio, visto come uno strumento utilizzato dalle autorità centrali del Partito per limitare la libertà (di movimento e non solo) della popolazione, e istituzionalizzato con il fine – come emerge nelle riflessioni di Victor Zaslavsky – di mettere in atto una gerarchizzazione delle regioni 3 dotate di un diverso grado di indipendenza e consapevolezza nazionale; il periodo post-sovietico sarà, invece, trattato nel terzo capitolo, in cui si vedrà come l’impatto destrutturante apportato dalla dissoluzione dell’Unione Sovietica sia stato parzialmente risolto con la ricentralizzazione del potere nelle mani del Presidente della Federazione, visto come garante di quel processo definito da Tsygankov come “normalizzazione da grande potenza4; infine, nella quarta e ultima parte dell’elaborato verrà analizzato il ruolo della ‘periferia cecena’, che sia in epoca zarista che sovietica e post-sovietica si è ritrovata a subire attacchi su più fronti (da un punto di vista politico-istituzionale quanto militare), mirati al mantenimento della porzione di territorio del Caucaso settentrionale all’interno dell’orbita istituzionale e statale guidata da Mosca. All’interno di questo percorso avremo modo di vedere come il rapporto contrastato tra centro e periferia dello ‘spazio russo’ sia alla base delle ripetute e intense sofferenze vissute dalla popolazione cecena, come testimoniato negli studi di Marco Buttino e Alessandra Rognoni 5.

  1. Igort, «Quaderni russi. Sulle tracce di Anna Politkovskaja. Un reportage disegnato», 2015, Coconino Press, recentemente ristampato da Oblomov Edizioni
  2. Francesco Vietti, “Cecenia e Russia. Storia e mito del Caucaso ribelle”, 2005, Massari Editore, Bolsena, p 15-16
  3. Francesco Vietti, “Cecenia e Russia. Storia e mito del Caucaso ribelle”, 2005, Massari Editore, Bolsena, p 15-16
  4. Andrei P. Tsygankov, “Russia’s foreign policy. Change and continuity in national identity“, 2010, Rowman & Littlefield Publishers, Plymouth, p 204
  5. Marco Buttino e Alessandra Rognoni, “Cecenia. Una guerra e una pacificazione violenta“, 2008, Silvio Zamorani editore, Torino