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Status di rifugiato a ragazzo tunisino vittima di sfruttamento in attività illecite

Tribunale di Venezia, decreto del 23 dicembre 2021

Il Tribunale riconosce lo status di rifugiato a un ragazzo tunisino che era arrivato in Italia da minore tramite l’aiuto di un concittadino che sin dall’inizio aveva intenzione di inserirlo nel giro dello spaccio di sostanze stupefacenti. Il ragazzo tunisino viene quindi condannato per spaccio e per lesioni gravi. Entra in un programma di protezione speciale art. 18 con il progetto N.A.Ve, per poi scappare e dal carcere farvi reingresso. La commissione riconosce di essere di fronte a un caso di tratta per sfruttamento in attività illecite ma in ragione dei reati commessi esclude lo status e gli riconosce solo una protezione speciale. Il tribunale ricorda la giurisprudenza della Corte di Giustizia e applica una valutazione individuale dalla quale ritiene che il ragazzo (anche in ragione del programma che svolge con il progetto N.A.Ve) non sia pericoloso e quindi riconosce lo status di rifugiato. 

La pronuncia appare interessante da diversi punti di vista, sia per il riconoscimento anche da parte della Commissione di una forma di tratta da sfruttamento in attività illecite e del consequenziale pericolo in caso di rientro da cui il governo tunisino non è capace di tutelare la vittima. La commissione dei reati da parte della vittima, inoltre, ci riporta alla questione della teorica non punibilità delle vittime di tratta che commettono reati. Infine ribadisce la necessità di una valutazione individuale per i casi di esclusione dello status. 

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Si ringrazia l’avv. Salvatore Fachile per la segnalazione e il commento.


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