L’Ambasciata dei migranti di Parigi

Nuova occupazione nel nono arrondissement: «Uguaglianza o niente!»

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Da martedì 18 aprile alcune persone migranti e solidali, di diverse nazionalità, hanno occupato un edificio vuoto nei bei quartieri di Parigi. «Rivendicano i loro diritti, una casa dignitosa e documenti per tutti. L’occupazione prosegue grazie alla determinazione delle persone migranti e a una presenza consistente di solidali».

Così recita un post di pubblicato sulla pagine social del collettivo di Parigi La Chapelle Debout (La Chapelle è un quartiere della banlieue nord di Parigi) che rivendica l’occupazione in un edificio nel nono arrondissement di Parigi. Il Collettivo si era già distinto per diverse azioni antirazziste a Parigi e aveva anche partecipato attivamente alle mobilitazioni dei Gilets Noirs.

Il comunicato (qui in francese) indica le motivazioni sottese all’occupazione ed è titolato: «UGUAGLIANZA O NIENTE!». Nel testo viene espressa la preoccupazione per il secondo turno delle elezioni presidenziali nel paese, che vede concorrere «per la terza volta in 20 anni» l’estrema destra di Le Pen contro Macron, il cui governo ha proseguito a legittimare nello spazio pubblico razzismo e islamofobia, mascherati dalla lotta contro il terrorismo, così come la perpetuazione del neocolonialismo e imperialismo francesi. Anche per queste ragioni il collettivo ha deciso di occupare: «Apriamo (questo luogo) affinché tutte le persone private del diritto di voto possano intervenire nelle elezioni presidenziali».

Parallelamente, nel comunicato, vengono attaccate le guerre imperialiste («Occupiamo per tutti/e quelli/e che resistono agli Americani come ai Talebani, per i prigionieri di Aby Ahmed, di al-Sissi, di Mohamed VI o di Idriss Déby, dirigenti installati e mantenuti al potere dalla Francia») e l’accoglienza differenziale nella quale «in 48 ore, gli Ucraini hanno ottenuto il loro diritto, quello che noi vogliamo per tutti, quello di circolare e di risiedere liberamente, di avere un titolo di soggiorno e un alloggio, e di beneficiare di trasporti gratuiti in tutta Europa».

Il luogo dell’occupazione viene quindi definito un’«Ambasciata di pace in un mondo di guerre, l’Ambasciata dei migranti, l’Ambasciata di coloro ai/alle quali ripetiamo di essere stranieri, dal quale prepariamo le nostre vittorie collettive, dal quale otterremo l’uguaglianza di tutti e tutte».

Oltre a rivendicare diritti, documenti e alloggio per tutte le persone migranti, il collettivo denuncia anche la situazione delle persone detenute in prigione, nei CRA (i centri di detenzione amministrativa francesi) o in esilio, ricordando i morti «della Manica, del Mediterraneo, di Ventimiglia, delle Alpi e della strada, affinché non ce ne siano più domani».

A questo link si può donare per sostenere l’occupazione e le attività del collettivo.

In seguito ai risultati del primo turno delle elezioni presidenziali francesi, anche la campagna antirazzista “Marche des solidarités” aveva organizzato il 16 aprile diverse manifestazioni in tutta la Francia per insorgere contro il fascismo e il razzismo.

Sara Corsaro

Sono laureata in Mediazione linguistica e culturale a Siena e poi in Diritti umani all'Università degli Studi di Padova con una tesi su confini e cittadinanza. Sono una volontaria della scuola di italiano autogestita e gratuita "LiberaLaParola" che svolge le sue attività a Padova. "LiberaLaParola" è un progetto dell'Associazione Open Your Borders.
Per Melting Pot traduco dal francese e scrivo.