Status di rifugiata: l’importanza delle relazioni e dei colloqui di presa in carico della donna vittima di tratta

Tribunale di Reggio Calabria, decreto del 21 febbraio 2022

Tavole tratte dalla graphic novel “Storia di Sophia. Una vittima di tratta. Una ragazza.” - Roberto Cavone per StC
Tavole tratte dalla graphic novel “Storia di Sophia. Una vittima di tratta. Una ragazza.” - Roberto Cavone per StC

Il Tribunale di Reggio Calabria ha riconosciuto lo status di rifugiata ad una donna nigeriana in quanto vittima di tratta finalizzata allo sfruttamento della prostituzione.

I Giudici hanno accertato la condizione di vittima di tratta valorizzando in particolare le relazioni dell’ente antitratta e quelle relative ai colloqui psicologici e psichiatrici cui la donna si è sottoposta. Da questa documentazione, e dalle dichiarazioni della ricorrente, sono emersi una serie di indicatori di tratta, coincidenti con quelli riconosciuti dall’UNHCR e dalle linee guida allegate al Piano Nazionale Antitratta:

  1. Tragitto che presenta caratteristiche tipiche delle rotte utilizzate dalle organizzazioni criminali dedite alla tratta;
  2. Difficoltà nel riferire dettagli del viaggio – tragitto, modalità, tappe; 
  3. dimora in una zona conosciuta per il fenomeno della prostituzione; 
  4. Racconto contraddittorio o con parziali omissioni; […] Nel successivo interrogatorio libero vi sono poi numerosissimi elementi tipici della tratta: la figura della madam; il rito juju; l’esistenza di un ingente debito; l’adescamento perpetrato ai danni di una giovane donna fragile e povera in una zona tipica del traffico di prostitute (Edo State)”

Il Tribunale, ponendosi nel solco della giurisprudenza della Corte di Cassazione (da ultimo, Cass. Civ. Sez. 1, ord. n. 676 del 12/01/2022) ha concluso affermando che: “Nel caso di specie non v’è dubbio che la ricorrente rischi seriamente di ricadere nella rete dei suoi sfruttatori (cd. re-trafficking), che l’hanno adescata proprio nel suo Paese d’origine con il tacito supporto della sua famiglia, soprattutto della madre (che addirittura l’ha rimproverata per essere uscita dal giro della prostituzione). 
Ne deriva che il serio rischio per la ricorrente di essere nuovamente sottoposta a tratta a scopo di prostituzione ovvero di subire ritorsioni da parte dei suoi aguzzini non è altro che un rischio di subire atti persecutori per la sua appartenenza ad un particolare gruppo sociale (il genere femminile).

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Si ringrazia l’avv. Pasquale Costantino per la segnalazione e il commento.


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