L’integrazione sul territorio nazionale giustifica la protezione speciale a tutela della vita privata e familiare del ricorrente

Tribunale di Roma, decreto del 23 marzo 2022

Photo credit: Antonio Sempere
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Il Tribunale di Roma, riconosce la protezione speciale di cui all’art. 32 del d.lgs 25/2008 a cittadino della Costa d’Avorio, presente dal 2017 sul territorio dello Stato e perfettamente integrato in Italia.

Nel decreto emesso dal Tribunale si sottolinea bene l’autonomia della “protezione speciale” rispetto alla protezione internazionale, anche a seguito di una precisa ricostruzione dell’istituto, nella sua evoluzione ordinamentale.

Nello specifico, rispetto alle condizioni individuali del ricorrente si afferma: “(…) nel caso che qui ci occupa, il ricorrente é arrivato in Italia nell’agosto del 2017 e risulta essersi rapidamente integrato sul territorio sia sul piano sociale e che su quello lavorativo. Emerge, invero, dalla documentazione depositata in atti che il ricorrente ha acquisito un buon livello di conoscenza della lingua italiana, ha svolto dal 2020 e continua a svolgere con una certa regolarità sebbene con contratti a  tempo determinato via via rinnovati un’attività lavorativa remunerata ed invia denaro alla famiglia in Costa d’Avorio. Atteso il lasso di  tempo trascorso dall’ingresso in Italia e considerata l’integrazione sul  territorio si ritiene dunque che un eventuale rimpatrio possa costituire  una  violazione  del  diritto  alla  tutela  della  propria  vita privata.” 

Pertanto, sostiene il Tribunale di Roma “venendo all’esame del caso di specie, ritiene il Tribunale, in via assorbente di ogni altro profilo, che in forza di quanto documentato in atti possa essere riconosciuta al ricorrente una protezione speciale funzionale alla tutela della vita privata e riconducibile alla fattispecie di cui al comma 1.1 dell’art. 19 del d.lgs 25 luglio 1998 n. 286“, tenuta, altresì, in considerazione l’assenza di ragioni di pubblica sicurezza impeditive al rilascio di un titolo di soggiorno.

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Si ringrazia l’Avv. Armando Maria De Nicola per la segnalazione e il commento.


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