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Mediterraneo centrale: report marzo 2022

“Quel mare di dimenticati, in cui migliaia di persone continuano a fuggire e a morire”

Photo credit: Eleana Elefante

Continuano a registrarsi perdite di innocenti nel Mediterraneo centrale mentre l’Europa si adopera, solidale, nel coordinamento del nuovo flusso migratorio proveniente dall’Ucraina, invasa e martoriata dalle forze armate russe. Dal 24 febbraio al 31 marzo, 75.155 ucraini sono stati accolti nel nostro paese. Di questi, 38.735 sono donne, 7.158 sono uomini e 29.222 sono minori. A confronto, in tutto il 2021, dalla rotta del Mediterraneo centrale sono sopraggiunte 67.040 persone. Dati riferiti a donne, uomini e bambini, ugualmente in fuga da altre guerre, per le quali la sensibilità pubblica ed istituzionale ha però invocato quel richiamo all’invasione che, nei fatti, ha generato la discriminante di rifugiati di serie A e rifugiati di serie B.

Prosegue l’emergenza umanitaria proveniente dalla Libia. Dall’inizio dell’anno in 6.670 persone sono riuscite a raggiungere le nostre coste attraverso il Mediterraneo centrale. Fra loro 842 minori non accompagnati (10.053 in tutto il 2021). Storie di vita spezzate da guerre, violenze e abusi che dilagano su più fronti del continente europeo ma, percepite e trattate differentemente dall’opinione pubblica e dalle istituzioni. Una inaccettabile ed inconcepibile equidistanza nell’ accoglienza di esseri umani con medesime libertà fondamentali e necessità di sopravvivenza.
Nel mese di marzo appena concluso, 1.296 persone hanno raggiunto la nostra penisola contro i 2.395 di marzo 2021. Le nazionalità maggiormente convolte in questo flusso sono: Egitto con 1.621 persone; Bangladesh con 1.276 persone; Tunisia con 918 persone; Afghanistan con 469 persone. Fra loro, secondo i dati forniti dall’Organizzazione per le Migrazioni, oltre 3.094 persone sono state intercettate in acque internazionali e respinte nuovamente in Libia; 56 sono i corpi restituiti dal mare e 243 persone risultano ad oggi scomparse. Nel 2021, su questa rotta, sono state respinte in Libia 32.425 persone; 662 sono i corpi ritrovati e 891 le persone scomparse.

Infografica da https://missingmigrants.iom.int/region/mediterranean

I naufragi

Circa 359 persone sono già morte quest’anno sulla via del Mediterraneo centrale. Nel mese di marzo si sono registrati almeno 4 evitabili naufragi.
Il primo marzo, la Guardia Costiera tunisina ha recuperato 15 corpi. Tra loro anche quello di un bambino. 35 persone restano ancora disperse. Erano partiti da Sabratha il 27 febbraio a bordo di una barca in vetroresina che si è capovolta poche ore dopo per le cattive condizioni del mare. Il 12 marzo, un’altra barca con 25 persone a bordo si è capovolta vicino alla costa libica di Tobruk. Le autorità hanno soccorso 6 persone e recuperato 7 corpi mentre altre 12 persone risultano ancora disperse. Il 18 marzo, almeno 17 persone partite dalla Tunisia sono annegate in silenzio. Erano per lo più cittadini siriani. La Guardia costiera tunisina ha ritrovato prima 12 corpi al largo della costa di Nabeul e altri 5 all’indomani delle ricerche. In ultimo, il 23 marzo, una barca partita dal Sfax in Tunisia si è capovolta. Sono solo 3 i sopravvissuti. Le autorità locali recupereranno poi 6 corpi.

I salvataggi in mare. Il 5 marzo gli operatori della Geo Barents di Medici Senza Frontiere, hanno messo in salvo 80 persone a bordo di un gommone alla deriva. Tra loro tante donne e 6 bambini di età inferiore ai 4 anni. Nella notte del 6 marzo, salveranno altre 31 persone terrorizzate dall’oscurità e dalle condizioni meteo-marine talmente avverse da aver rovesciato il barchino su cui viaggiavano. 111 vite messe in salvo in meno di 24h, fra cui 52 minori (il più piccolo di soli 4 mesi e 45 non accompagnati) oltre a 10 donne fra cui due incinte. Molte delle persone ritrovate avevano lacerazioni sulla pelle da ustione da carburante misto all’acqua salata. Il 14 marzo, dopo varie richieste disattese, la nave umanitaria sarà autorizzata ad attraccare nel Porto di Augusta per effettuare lo sbarco dei 111 naufraghi. Il 24 marzo gli operatori della Ocean Viking di SoS Mediterranee, salveranno 30 persone da un gommone in avaria in acque internazionali al largo della Libia. Il 26 marzo, in un’operazione di soccorso durata oltre 5h per via delle avverse condizioni metereologiche, metteranno in salvo altre 128 persone. Purtroppo fra loro anche 2 corpi senza vita. Ne verrà recuperato solo uno. Le 157 persone salvate avranno l’autorizzazione per lo sbarco nel porto di Augusta il 28 Marzo. Il 27 marzo, 32 persone a largo di Bengazi su una barca in avaria, lanciano diverse richieste di aiuto ad Alarm Phone che prontamente allerterà le autorità competenti. Verranno salvate il 28 marzo dalla nave portacontainer “Karina”. Il comandante ucraino, Vasyl Maksymenko, non ha esitato, insieme al suo equipaggio, ad intervenire in soccorso dei naufraghi. Il 29 Marzo, la Sea Watch 4 offrirà il suo supporto alla nave mercantile per effettuare il trasbordo dei 32 naufraghi sulla propria nave umanitaria. Il 30 marzo, 113 persone verranno messe in salvo dalla Geo Barents di Medici Senza Frontiere. Alcuni dei naufraghi, esausti dopo ore in mare, erano caduti in acqua. Il 31 marzo Alarm Phone lancerà una richiesta di soccorso per 145 persone su un gommone sovraffollato con il motore in avaria al largo della Libia. A bordo presenti molte donne e bambini.

Sebbene anche in questa sede ci sia grande soddisfazione per il sostegno dei Paesi che accolgono i rifugiati ucraini, resta la grande preoccupazione per il razzismo che continua ricadere su molte altre etnie, ignorate e respinte dinanzi alle stesse frontiere. In nome di chi scompare senza più un nome, senza più un volto, aiutare non dovrebbe più essere una iniziativa legislativa discrezionale ma un diritto alla vita ed alla dignità riconosciuto universalmente a tutti coloro che fuggono da medesime guerre e conflitti.

Eleana Elefante

Giurista esperta in Advocacy & Communication dei Flussi Migratori del Mediterraneo Centrale.
Collabora con diverse NGO’s e Patners Europei nel Monitoraggio & Valutazione dei flussi migratori in linea con l’analisi geopolitica di aree geografiche quali il Nord - Africa ed il Medio-Oriente.