Migranti e richiedenti asilo detenuti in Ucraina

La denuncia di HRW: «Le autorità ucraine dovrebbero rilasciarli immediatamente e permettere loro di raggiungere la Polonia»

Centro di detenzione per migranti di Zhuravychi (Foto di Global Detention Project)

Traduzione dall’inglese di Anna Polo per Pressenza

Decine di migranti arbitrariamente detenuti in Ucraina rimangono rinchiusi e sono ad alto rischio in mezzo alle ostilità, compresa l’attività militare nelle vicinanze, ha detto oggi (lunedì 4 aprile, ndr.) Human Rights Watch. Le autorità ucraine dovrebbero rilasciare immediatamente i migranti e i richiedenti asilo detenuti a causa del loro status e permettere loro di raggiungere la sicurezza in Polonia.

«I migranti e i richiedenti asilo sono attualmente rinchiusi nel mezzo di una zona di guerra e giustamente terrorizzati», ha detto Nadia Hardman, ricercatrice sui diritti dei rifugiati e dei migranti di Human Rights Watch. «Non ci sono scuse, a più di un mese da questo conflitto, per detenere dei civili in quanto migranti. Dovrebbero essere immediatamente rilasciati e autorizzati a cercare rifugio e sicurezza come tutti gli altri civili».

All’inizio di marzo 2022, Human Rights Watch ha intervistato telefonicamente quattro uomini detenuti nel Centro per migranti di Zhuravychi, nella regione di Volyn’, un’ex caserma militare in una pineta, a un’ora da Lutsk, una città dell’Ucraina nord-occidentale. Tutti gli intervistati hanno detto di essere stati detenuti nei mesi precedenti l’invasione russa per aver cercato di attraversare irregolarmente il confine con la Polonia.

Gli uomini hanno chiesto di non rivelare le loro nazionalità per motivi di sicurezza, ma hanno detto che erano detenute lì persone di 15 paesi diversi, tra cui Afghanistan, Algeria, Bangladesh, Camerun, Etiopia, Gambia, Ghana, India, Nigeria, Pakistan e Siria.

Zhuravychi e altre due strutture di detenzione per migranti in Ucraina ricevono finanziamenti dell’UE. Il Global Detention Project ha confermato che il centro di Chernihiv è stato svuotato, ma quello di Mykolaiv è ancora in funzione. Human Rights Watch non è stato in grado di verificare se qualcuno è ancora detenuto lì. Gli uomini hanno detto che al momento delle interviste più di 100 uomini e un numero sconosciuto di donne erano detenuti a Zhuravychi. Alcuni sono stati in grado di negoziare il loro rilascio, in alcuni casi con l’aiuto delle loro ambasciate. Lighthouse Reports, che sta indagando sulla questione, ha stimato che fino a 45 persone rimangono lì. Non è stato possibile verificare questa cifra o determinare se essa include uomini e donne.

Tre degli uomini hanno detto che si trovavano in Ucraina con un visto per studenti che era poi scaduto. Tutti e quattro hanno cercato di attraversare il confine con la Polonia, ma sono stati intercettati dalle guardie di confine polacche e consegnati direttamente alle guardie di confine ucraine. Gli uomini hanno detto di essere stati condannati a una pena tra i 6 e i 18 mesi per aver attraversato la frontiera in modo irregolare dopo un procedimento giudiziario sommario, per il quale non è stata fornita loro una consulenza legale o il diritto di chiedere asilo.

Qualunque sia la base originale per la loro detenzione, la permanenza nel centro è arbitraria e li mette a rischio di subire danni a causa delle ostilità, ha dichiarato Human Rights Watch.

Secondo gli intervistati le condizioni nel centro di detenzione di Zhuravychi erano difficili prima del conflitto, ma la situazione è notevolmente peggiorata dopo il 24 febbraio. Nei giorni successivi all’invasione russa, membri dell’esercito ucraino si sono trasferiti nel centro. Le guardie hanno spostato tutti i migranti e i richiedenti asilo in uno dei due edifici del complesso, liberando il secondo edificio per i soldati ucraini.

Un video, verificato e analizzato da Human Rights Watch, mostra decine di soldati ucraini in piedi nel cortile del centro di Zhuravychi, una conferma che l’esercito ucraino sta attivamente utilizzando il sito. Un altro video, anch’esso verificato da Human Rights Watch, mostra un veicolo militare che avanza lentamente sulla strada fuori dal centro di detenzione. Registrato dallo stesso luogo, un secondo video mostra un gruppo di una trentina di uomini in uniformi mimetiche che camminano sulla stessa strada e girano nel complesso accanto.

Poco dopo l’invasione russa, le persone intervistate hanno detto che un gruppo di detenuti si è riunito nel cortile del centro vicino al cancello per protestare contro le condizioni di detenzione e chiedere di poter uscire per raggiungere il confine polacco.

Le guardie si sono rifiutate di aprire il cancello e hanno invece soffocato con la forza la protesta e picchiato i detenuti con i manganelli. Human Rights Watch ha analizzato un video che sembra mostrare le conseguenze della protesta: un gruppo di uomini si accalca intorno a un uomo svenuto steso a terra. Le persone intervistate hanno detto che una guardia lo ha colpito con un pugno. Nel video si vede anche un gruppo di guardie, in uniforme nera, in piedi vicino al cancello.

«Siamo usciti per protestare pacificamente», ha detto uno degli intervistati. «Vogliamo andarcene. Siamo terrorizzati…. Abbiamo provato a camminare verso il cancello… e loro ci hanno picchiato. E’ stato terribile. Alcuni dei miei amici sono rimasti feriti».

Secondo il racconto degli intervistati, le guardie hanno detto che avrebbero potuto lasciare Zhuravychi se si fossero uniti allo sforzo bellico ucraino e hanno aggiunto che tutti avrebbero immediatamente ottenuto la cittadinanza ucraina e la documentazione. Nessuno però ha accettato l’offerta.

Il 18 marzo, cinque uomini e una donna sono stati rilasciati quando i funzionari della loro ambasciata sono intervenuti e hanno facilitato la loro evacuazione e il viaggio sicuro verso il confine con la Polonia. L’Ucraina dovrebbe rilasciare tutti i migranti e i richiedenti asilo rinchiusi nel centro di detenzione di Zhuravychi e facilitare il loro viaggio sicuro verso il confine polacco, ha detto Human Rights Watch.

L’Unione Europea ha finanziato a lungo i programmi di controllo delle frontiere e di gestione della migrazione dell’Ucraina e il Centro internazionale per lo sviluppo delle politiche migratorie per costruire i sistemi di sicurezza perimetrale a Zhuravychi. La strategia dell’UE punta a fermare il flusso migratorio addossando l’onere e la responsabilità dei migranti e dei rifugiati ai paesi vicini, in questo caso l’Ucraina. Ora che l’Ucraina è diventata una zona di guerra, l’UE dovrebbe fare tutto il possibile per garantire il rilascio e il passaggio sicuro delle persone detenute nel paese a causa del loro status di migranti. Le agenzie delle Nazioni Unite e gli altri attori internazionali dovrebbero sostenere la richiesta di rilasciare i civili a Zhuravychi e in qualsiasi altro centro operativo di detenzione per migranti e fornire assistenza dove necessario.

«C’è così tanta sofferenza in Ucraina in questo momento e così tanti civili che hanno ancora bisogno di raggiungere un rifugio sicuro», ha detto Hardman. «Gli sforzi per aiutare le persone a fuggire dall’Ucraina dovrebbero includere gli stranieri rinchiusi nei centri di detenzione per immigrati».