Rigetto della richiesta di asilo per irreperibilità. Il Tribunale riconosce lo status di rifugiata in quanto vittima di tratta

Tribunale di Roma, decreto del 10 dicembre 2021

Foto tratta da Sea-Watch

Nel caso di specie la richiedente asilo, mai ascoltata dalla Commissione Territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale, era stata destinataria di un provvedimento di rigetto per irreperibilità.

Il suddetto provvedimento è stato impugnato dinanzi il Tribunale di Roma, ed è stata illustrata nel corpo del ricorso la vicenda personale che la richiedente asilo ha esposto alla difesa alla presenza dell’interprete.

Interrogata nuovamente dal Tribunale, la r.a. ha confermato le dichiarazioni rese al difensore ed il Tribunale di Roma le ha riconosciuto lo status di rifugiato sulla scorta della seguente motivazione:
“La giovane età della ricorrente al momento dell’espatrio (appena ventenne ), il contesto familiare disagiato di provenienza, il basso grado di scolarizzazione, l’assenza di attività lavorativa idonea a renderla autonoma ( la stessa ricorrente ha dichiarato che l’amica Victoria le aveva prospettato l’espatrio per lavorare in Europa e così risolvere i problemi economici) e la provenienza da Benin city, rappresentano ulteriori elementi rivelatori della tratta. Le fonti consultate relative al Paese di origine con riguardo alla tratta di esseri umani al fine dello sfruttamento sessuale riportano che le vittime della tratta avviate alla prostituzione in Europa hanno un’età media compresa tra 17 e 28 anni, con una percentuale elevata di 18 -20enni […] Queste donne provengono prevalentemente dal sud della Nigeria, in particolare dallo stato di Edo, come la ricorrente di cui la capitale, Benin City, è stata il centro centrale per il traffico sessuale dalla Nigeria all’Europa negli ultimi decenni. Il precedente rapporto dell’EASO sul traffico sessuale delle donne nigeriane (2015) ha indicato che la maggior parte delle donne vittime della tratta da Edo appartiene ai Bini, il gruppo etnico dominante a Edo, é analfabeta o ha completato solo l’istruzione secondaria, proviene da situazioni familiari instabili e da difficoltà economiche Non ci sono indicazioni che questo profilo di donne trafficate da Edo in Europa sia cambiato in modo significativo dal 2015. La povertà e le questioni ad essa associate continuano ad essere la causa principale del traffico di esseri umani – e della migrazione in generale – dalla Nigeria meridionale all’Europa. Un workshop con gli stakeholder nigeriani nel 2018 ha rivelato che le cause o i motori della tratta di esseri umani sembrano essere molteplici, intrecciati e sovrapposti: povertà, disoccupazione, minori livelli di istruzione e alfabetizzazione, corruzione, conflitti, mancanza di reti di sicurezza sociale, abuso di pratiche tradizionali di promozione, norme culturali o religiose che sostengono lo sfruttamento, l’erosione dei valori e le opzioni limitate per la migrazione sicura e legale. La crescente domanda di sesso e di manodopera a basso costo sono stati considerati parte integrante di questo. Fonti hanno anche indicato che molte vittime provengono da situazioni familiari disfunzionali e talvolta abusive. La disuguaglianza di genere e l’idea che le figlie dovrebbero fare sacrifici per il benessere economico delle loro famiglie contribuiscono anche agli alti tassi di traffico sessuale dallo Stato di Edo (EASO – European Asylum Support Office: Nigeria – Trafficking in Human Beings, April 2021)”.

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Si ringrazia l’avv. Avv. Susanna Bologna per la segnalazione ed il commento.


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