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Il documento siamo noi: un’etnografia dell’ufficio immigrazione di Torino

Tesi di laurea di Marcello Giampaoletti

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Università degli studi di Torino
Dipartimento di culture politiche e società
Corso di laurea in Comunicazione Interculturale

Il documento siamo noi
Le conseguenze sociali che la burocrazia italiana ha sulla “cultura migrante”

di Marcello Giampaoletti
(Anno Accademico 2018/2019)

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Introduzione

In questo lavoro di ricerca mi propongo di affrontare un’analisi di carattere socio-antropologico dell’istituzione dell’Ufficio Immigrazione, mirata a mostrare come l’azione normativa dello Stato venga esercitata a partire dall’interazione quotidiana tra società civile e istituzioni, le quali, attraverso il macchinoso e complesso apparato burocratico, definiscono appartenenze ed esclusioni e, quindi, nuove identità. Nello specifico, lo studio da me intrapreso si soffermerà sull’analisi dei modi attraverso i quali questo processo viene effettivamente messo in pratica e sulle conseguenze sociali che esso ha sulla categoria migranti.

A tal fine, il metodo adottato per lo svolgimento di tale ricerca è orientato all’osservazione delle interazioni quotidiane che animano l’ambiente dell’ufficio immigrazione di Torino, presso il quale ho svolto un tirocinio curriculare, e sull’analisi delle pratiche e dei discorsi che gli attori sociali adottano in tale contesto. In questo senso, il lavoro da me portato avanti si inserisce in un ambito di ricerca di carattere multidisciplinare, in cui gli studi di antropologia delle istituzioni (purtroppo ancora poco approfonditi in Italia) e di antropologia dei processi migratori incontrano quelli del diritto e della giurisprudenza, dando vita ad una riflessione volta a confermare come l’integrazione di discipline diverse nello studio dei fenomeni sociali è importante, se non essenziale.

Nel primo capitolo mi soffermerò sull’evoluzione che, a partire dal secondo dopoguerra, ha caratterizzato le strategie di controllo migratorie adottate sia a livello europeo che italiano. In particolare, si mostrerà come esse abbiano progressivamente assunto un carattere repressivo, volto a contrastare i flussi migratori contemporanei. Il secondo capitolo verterà, invece, su alcune questioni teoriche che, a mio avviso, risultano essenziali per comprendere le dinamiche attraverso le quali la rappresentazione sociale del migrante si costruisce.

Nello specifico, si tratteranno i temi dello Stato, della burocrazia e delle istituzioni e si mostrerà come, attraverso la loro azione, venga tracciata quella linea di separazione mirata a distinguere la cosiddetta ‘cultura migrante’ da una presunta ‘cultura autoctona’. Infine, nell’ultimo capitolo riporterò alcuni esempi che ho avuto modo di osservare durante l’esperienza di tirocinio, la cui analisi porterà alla luce le diverse contraddizioni che caratterizzano l’istituzione dell’Ufficio Immigrazione. Si mostrerà, così, che il processo di marginalizzazione al quale la categoria migranti è soggetta parte, innanzitutto, dall’interazione quotidiana che si struttura tra clienti e funzionari.