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Processo contro Iuventa e il soccorso civile: la procura blocca le richieste di partecipare alla sessione

ECCHR: «Sviluppi allarmanti per tutta la società civile»

Foto da tw: Iuventa-crew

Il Tribunale di Trapani ha aperto oggi le udienze preliminari contro quattro membri dell’equipaggio della nave civile di ricerca e soccorso Iuventa. Il giudice deciderà se gli imputati dovranno essere processati per “favoreggiamento dell’ingresso illegale” di migranti in Italia.

I membri dell’equipaggio della Iuventa – in totale sono 21 gli imputati insieme alle ong Medici Senza Frontiere, Save the Children e una compagnia di navigazione – potrebbero rischiare fino a 20 anni di carcere per il loro operato che ha salvato migliaia di vite nel Mediterraneo.

L’European Center for Constitutional and Human Rights (ECCHR) – scrive l’associazione di legali – «sta collaborando con diverse altre organizzazioni per monitorare da vicino il procedimento, ma la procura ha bloccato tutte le richieste di partecipare alla sessione odierna».

«Equiparare il soccorso civile al favoreggiamento del traffico di esseri umani è un tentativo grossolano di armare le leggi destinate a proteggere le persone vulnerabili e in movimento. La società civile è intervenuta perché le autorità nazionali ed europee non rispettano i loro obblighi internazionali nel Mediterraneo. Questo caso esemplifica una tendenza allarmante a criminalizzare la difesa dei diritti umani», afferma Allison West, consulente legale senior del Centro Europeo per i Diritti Costituzionali e Umani. Il diritto internazionale marittimo e quello dei diritti umani obbliga le imbarcazioni a soccorrere le persone in difficoltà in mare. Molte persone che decidono di imbarcarsi dalla Libia lo fanno per sfuggire alla violenza e a condizioni che, secondo l’ECCHR, costituiscono crimini contro l’umanità.

L’ECCHR, Giuristi Democratici, Avvocati Democratici Svizzeri, Avvocati Democratici Europei e l’Associazione Europea degli Avvocati per la Democrazia e i Diritti Umani nel Mondo hanno presentato domanda per monitorare i procedimenti pre-processuali, che solitamente sono a porte chiuse. Mentre gli imputati hanno accolto con favore la richiesta di un dibattimento pubblico e anche il giudice ha segnalato di non avere obiezioni, l’accusa ha insistito per tenere gli osservatori fuori dall’aula.

Berlino, manifestazione oggi in solidarietà con Iuventa: “Non resteremo in silenzio mentre le persone annegano nel Mediterraneo!”

«Il processo di Trapani è di estrema importanza non solo per gli imputati, ma per la società civile nel suo complesso, poiché contribuisce alla riduzione dello spazio civico di azione per la difesa dei diritti umani. Questo non dovrebbe accadere a porte chiuse: abbiamo bisogno di un dibattito pubblico e speriamo che i pubblici ministeri riconsiderino la loro posizione», afferma Annina Mullis degli Avvocati Democratici Svizzeri. L’ECCHR e le altre organizzazioni continueranno a osservare le udienze preliminari, aggiornando con rapporti la pagina dedicata al processo. La sessione di oggi si è conclusa dopo circa tre ore.

Dopo che la Iuventa nel 2016 e nel 2017 ha salvato più di 14.000 persone nel Mediterraneo centrale, la Procura di Trapani ha ordinato il sequestro della nave nell’agosto 2017 e ha aperto un’indagine penale sull’equipaggio. Le indagini, durate cinque anni, hanno utilizzato pratiche che hanno suscitato forte scandalo come le intercettazioni telefoniche a membri dell’equipaggio, avvocati e giornalisti. I membri dell’equipaggio sono stati anche oggetto di una diffamazione politica volta a screditare pubblicamente loro e il loro lavoro in Italia.

Nel 2020, il Relatore speciale delle Nazioni Unite sulla Situazione dei Difensori dei diritti umani ha condannato pubblicamente le indagini in Italia e ha chiesto l’archiviazione di tutte le accuse. Nel 2019, l’ECCHR ha presentato una lettera di reclamo affermando che le indagini violano la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui difensori dei diritti umani e il Patto internazionale per i diritti civili e politici. Ciononostante, il pubblico ministero ha deciso di portare a processo i soccorritori.