Riconoscimento della cittadinanza italiana al minore apolide

Tribunale di Napoli, ordinanza del 2 marzo 2022

Photo credit: Ennio Brilli - La manifestazione di protesta in ricordo di Emmanuel Chidi Namdi, Fermo, Marche (Italia), 8 luglio 2016

Il Tribunale di Napoli ha riconosciuto la cittadinanza italiana a persona maggiorenne, già riconosciuto apolide, ritrovato sul territorio italiano quando ancora minore, facendo applicazione della particolare ipotesi contenuta al comma 2 dell’art. 1 della L. 91/92 in forza del quale “è considerato cittadino per nascita il figlio di ignoti trovato nel territorio della Repubblica, se non venga provato il possesso di altra cittadinanza“.

Il contenzioso nasce dal rifiuto dell’Ufficiale di Stato Civile del Comune di San Giorgio di dare corso alla registrazione in forza della suddetta normativa; la stessa Avvocatura Distrettuale di Stato, nel costituirsi, ha chiesto il rigetto della domanda all’uopo producendo una nota del Direttore Centrale del Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione che deduceva l’applicabilità dell’art. 1, comma 2, al solo caso di “neonato” o “bambino non ancora in grado di parlare“, trovato sul territorio nazionale, senza possibilità di risalire al suo Stato di origine.

Il Giudice ha accolto la domanda ritenendo che : “La disposizione in esame mira, quindi, come anche quella sotto la lett. b), a prevenire l’insorgenza di condizioni di apolidia, foriera di rilevante vulnerabilità per la persona. Essa assicura l’attuazione di tale ratio equiparando a colui che è nato effettivamente in Italia da genitori ignoti la persona trovata sul territorio nazionale in condizione, evidentemente, di abbandono, che non può offrire elementi utili a risalire alla sua cittadinanza, a cominciare da quelli relativi ai propri genitori ed al luogo in cui è nato“.

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Si ringrazia l’Avv. Paola Ferrannini del foro di Benevento per la segnalazione e il commento.