Photo credit: Rita Moschella e Piero Gorza
/

Un anno sul versante nord-occidentale: la frontiera al valico del Monginevro

Il report è frutto della ricerca svolta in Val di Susa a Oulx da Onborders

Il report che qui si condivide è il frutto dell’osservazione partecipata (ancora in corso) svoltasi lungo la frontiera nord-ovest alpina, crocevia di transito per le persone che tentano di passare il confine con la Francia attraverso il valico del Monginevro. Da Oulx, passando per Claviere, è possibile raggiungere Briançon, Francia, attraverso i sentieri montani che si diramano lungo il confine. La militarizzazione della frontiera rende difficile l’attraversamento e moltissimi sono i respingimenti. La difficoltà del cammino, soprattutto in inverno quando le temperature scendono a 10-15 gradi sotto lo zero, comporta rischi elevati. Nel mese di gennaio del corrente anno due ragazzi non ce l’hanno fatta: le loro morti una volta ancora denunciano come non sia la montagna ad uccidere, ma la frontiera e le “pratiche di gestione e contenimento dei flussi migratori” adottate dai nostri governi.

I dati che si presentano riguardano non solo gli arrivi a Oulx nel corso del 2021 ma anche i respingimenti, le fragilità, le storie, il viaggio. Si è cercato cioè di interrogare i numeri che si sono registrati e utilizzarli, anche, per dare voce alle persone che da queste montagne passano. Non solo numeri: persone.

Il report è stato redatto da Onborders in specifico dal team composto da Piero Gorza, Anna Manzon e Rita Moschella. Il gruppo opera in frontiera da qualche anno sia come Onborders sia come osservatore per MEDU.