La Prefettura deve disporre immediatamente le misure di accoglienza nel momento in cui viene espressa la volontà di asilo

TAR del Veneto, sentenza n. 1035 del 16 giugno 2022

Una importante sentenza a seguito di un ricorso presentato dall’avv. Francesco Mason del foro di Venezia, che ancora una volta sottolinea come l’amministrazione debba immediatamente predisporre le misure di accoglienza a chi manifesta la volontà di protezione internazionale, purtroppo invece sono tantissimi i casi in tutta Italia in cui, a chi richiede asilo, non viene data risposta per mesi.

Il caso riguarda un cittadino maliano che ha presentato istanza di protezione internazionale il 10 febbraio 2022 preso la questura, dichiarandosi in stato di indigenza, da cui la richiesta di ammissione al sistema di accoglienza nelle more della definizione dell’istanza così presentata.

Ma in data del 12 maggio 2022, nessun riscontro veniva dato per quanto riguarda la richiesta di ammissione al sistema di accoglienza. Sessanta giorni di silenzio da parte dell’amministrazione.

Nel suo ricorso l’avvocato ricorda come ci sia l’obbligo per legge di disporre immediatamente delle misure di accoglienza così come previsto ai sensi del D.lgs. 142/2015.

L’inerzia dell’amministrazione sarebbe quindi palesemente illegittima.

Nonostante la prefettura abbia dichiarato di aver dato positivo riscontro alla richiesta di protezione internazionale il 4 maggio 2022 il collegio evidenzia come la nota non abbia determinato la cessazione della materia del contendere e quindi l’improcedibilità del ricorso, in quanto dalla medesima non è dato ricavare che al ricorrente sia stata data espressa risposta in ordine alla richiesta di accoglienza, con indicazione della struttura presso la quale rivolgersi per l’effettivo godimento dei servizi in tal senso usufruibili.

Conseguentemente, stante la fondatezza della richiesta del ricorrente che, in qualità di richiedente asilo, ha diritto in base alla normativa vigente ad essere accolto in una struttura di accoglienza, anche in assenza di una formale richiesta di protezione internazionale, risulta illegittima l’inerzia serbata dall’amministrazione intimata.

Per questi ed altri motivi che si possono leggere nella sentenza in allegato:

Il ricorso, in definitiva, va accolto in relazione alla sola domanda diretta ad accertare e dichiarare l’illegittimità del silenzio serbato dall’Amministrazione in relazione alle misure di accoglienza richieste, con conseguente obbligo della stessa di pronunciarsi tramite provvedimento espresso entro trenta giorni decorrenti dalla notificazione o comunicazione in via amministrativa della presente decisione“.


Si ringrazia per la segnalazione l’avv. Francesco Mason.