CPR Palazzo San Gervasio (PZ) - Foto di ASGI
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Diritti negati nel CPR di Palazzo San Gervasio

Il report di ASGI: ostacolato il diritto alla difesa e non rispettato il diritto alla salute fisica e psicologica

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Lo scorso 17 giugno è stato pubblicato il Report preparato da ASGI sul Centro di Permanenza per i Rimpatri di Palazzo San Gervasio1. Il report è stato redatto dopo la visita avvenuta all’interno del Centro di Permanenza da parte di una delegazione di ASGI completata dall’analisi della documentazione messa a disposizione dalla Prefettura di Potenza a seguito di formale istanza di accesso civico generalizzato.

Dal report emergono una serie di problematiche non nuove e già più volte denunciate che attengono in generale al funzionamento del sistema CPR. Ma non solo. La condizione di isolamento in cui versa il Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) di Palazzo San Gervasio in Basilicata incide ancor più negativamente che in altri casi. A farne le spese sono naturalmente i soggetti ivi presenti che vedono fortemente ostacolato il loro diritto alla difesa e non rispettato il diritto alla salute fisica e psicologica.

Le principali criticità sollevate dall’ASGI riguardano appunto il diritto di difesa, le violazioni del diritto alla salute e le carenze strutturali del Centro che limitano fortemente i diritti dei trattenuti.

Ostacoli al diritto di difesa

Come più volte denunciato anche da Melting Pot2, vi sono alcune prassi seguite dal Giudice di Pace di Melfi che appaiono fortemente lesive dei diritti di difesa dei trattenuti presenti all’interno del CPR di Palazzo San Gervasio e che impediscono una piena difesa di costoro da parte dei difensori. È purtroppo prassi consolidata del Giudice di Pace di Melfi far pervenire le comunicazioni attinenti le udienze con meno di 24 ore di preavviso e senza che sia data comunicazione del provvedimento con il quale la Questura procede alla richiesta di convalida e/o di proroga. Tale prassi crea evidenti difficoltà nella organizzazione della difesa e nella possibilità di avere un contraddittorio reale in sede di udienza.

Ma, cosa ancora più grave, già oggetto di diverse denunce da parte di singoli avvocati e associazioni operanti sul territorio, finanche la nomina di un difensore di fiducia da parte del trattenuto diviene operazione particolarmente laboriosa e fortemente ostacolata dalla burocrazia del Centro.

Uso di psicofarmaci e diritto alla salute

Le maggiori patologie riscontrate all’interno del CPR riguardano disturbi comportamentali e problemi psichici. Per l’assistenza psicologica e psichiatrica è stato stipulato un Protocollo con l’Azienda sanitaria di Potenza. Il medico presente presso la struttura nel rispondere alle domande ha ammesso un massiccio utilizzo di psicofarmaci (Rivotril, Ansiolin, ecc.) da parte dei trattenuti. A detta sempre del medico, molte delle persone presenti nel CPR non sanno neppure la ragione della loro “detenzione” e questo è un fattore fortemente destabilizzante. Di fatto, il medico ha evidenziato carenze informative che incidono anche sullo stato psico-fisico dei trattenuti. Per quanto concerne il supporto psicologico fornito dal gestore del centro nel riscontro del 6 aprile 2022 la Prefettura riferisce che l’assistenza psicologica e psichiatrica è garantita come da capitolato d’appalto. Inoltre, in maniera significativa, riferisce che dal primo luglio 2021 non sono state effettuate visite/colloqui psichiatrici o psicologici dal personale dell’ATS. 

Carenze strutturali

l Centro di Permanenza per il Rimpatrio di Palazzo San Gervasio è situato al confine tra Basilicata e Puglia nella estrema periferia del Comune. Nelle vicinanze non vi sono abitazioni ma solamente un distributore di benzina e un bar, oltre a diverse aziende. Il Centro sorge a ridosso della Strada Provinciale 168 a circa 3 chilometri di distanza dal centro abitato più vicino, quello appunto di Palazzo San Gervasio. Non vi sono stazione ferroviarie nei pressi del Centro, non vi sono collegamenti diretti con autobus, non vi sono navette che collegano il CPR al centro di Palazzo San Gervasio. L’ospedale più vicino è quello di Melfi a 49 chilometri di distanza.

Questa situazione di isolamento rende particolarmente difficoltoso mantenere rapporti tra i soggetti che vengono trattenuti all’interno del Centro e famigliari o amici. Inoltre, come da prassi attuata in diversi CPR, l’uso dei telefoni non è consentito o è estremamente limitato. Tutti i telefoni vengono sequestrati all’atto dell’ingresso e presi in consegna dall’ ente gestore che, secondo quanto precisato dalla Prefettura, provvede a custodirli all’interno di armadietti a ciò predisposti. 

Anche se sono stati installati all’interno del CPR 12 apparecchi telefonici fissi, questi non sono mai stati messi in funzione. Non è possibile in alcun modo utilizzare internet e non vi sono luoghi di socializzazione e spazi dedicati alle attività sociali. Niente luoghi per il culto, niente mensa, nessuna biblioteca. Tutta la vita si consuma all’interno dei moduli abitativi dove si mangia, si soggiorna, si dorme. Moduli che ospitano 4 persone in circa 25 metri quadrati.

Conclusioni

Come giustamente ricordato, al momento della pubblicazione del Report, il trattenimento dei cittadini stranieri al fine del loro rimpatrio costituisce un unicum tra le ipotesi di privazione della libertà personale, non motivata dalla commissione di un reato o finalità di prevenzione in quanto è una misura che non è necessariamente motivata da esigenze di tutela della sicurezza e dell’ordine pubblico. 

Proprio perché chi si trova all’interno di un CPR non deve scontare alcuna pena perché non ha compiuto alcun reato, i trattenuti dovrebbero essere garantiti da maggiori diritti e garanzie. Invece, paradossalmente, così non è. I CPR pur non essendo delle carceri vivono in un limbo che indebolisce le tutele dei soggetti ristretti. Anche per questa ragione, nel Report sono contenute tutta una serie di raccomandazioni rivolte alla Prefettura e al Ministero degli Interni in primis, affinché si abbia un controllo più diretto e continuato su quanto accade all’interno del Cpr di Palazzo San Gervasio nella speranza di migliorare le condizioni di vita all’interno del suddetto Centro e con l’auspicio di una maggiore trasparenza e un maggior rispetto dei diritti.

  1. https://www.asgi.it/allontamento-espulsione/report-al-cpr-di-palazzo-san-gervasio/
  2. https://www.meltingpot.org/2022/03/laula-bunker-del-giudice-di-pace-di-melfi-nel-cpr-di-palazzo-san-gervasio/ e https://www.meltingpot.org/2021/11/aspetti-critici-delle-udienze-di-convalida-e-o-proroga-del-trattenimento-presso-il-cpr-di-palazzo-san-gervasio-2/

Avv. Arturo Raffaele Covella

Foro di Potenza.
Sono impegnato da anni nell’ambito della tematica del diritto dell’immigrazione, con particolare attenzione alla protezione internazionale e alla tutela dei lavoratori stranieri. Collaboro con diverse associazioni locali che si occupano di migrazioni. Scrivo per diverse riviste.