Nasarawa State, Nigeria – Protezione sussidiaria al richiedente per fenomeni di violenza indiscriminata

Tribunale di Napoli, decreto del 23 marzo 2022

Il Tribunale ha concesso lo Protezione sussidiaria ad un cittadino nigeriano proveniente dal Nasarawa State, situato nel centro del Paese.

Estratto dalla sentenza: “L’aumento della migrazione dei pastori verso lo stato di Nasarawa ha ovviamente fatto sì che il conflitto si acuisse anche in tale territorio. Dal 2018, lo stato di Nasarawa sta vivendo un’ondata di violenza e tra gennaio e giugno 2018 sarebbero state uccise più di 260 persone, principalmente proprio per l’afflusso di pastori dovuto alla legge anti-pascolo dello stato di Benue.
La violenza tra pastori e agricoltori ha, infatti, raggiunto il picco proprio nel 2018. Più di recente, inoltre, c’è stato un nuovo picco nel Benue e nel Plateau State, dopo un periodo relativamente tranquillo.
L’ACLED ha dichiarato che l’intensità della violenza è in parte stagionale, con una diminuzione ricorrente del numero di incidenti durante la stagione delle piogge, in tarda estate e autunno. L’ICG ha, inoltre, affermato che dal 2018 la natura della violenza è cambiata e che reazioni violente spontanee sono state sostituite da attacchi coordinati e mortali. Nella regione della Middle Belt, tutta questa violenza ha provocato lo sfollamento di un gran numero di persone.

Con l’escalation delle violenze nel 2018, è cresciuta anche la preoccupazione per l’origine etnica e religiosa del conflitto. Come detto, infatti, la maggior parte dei pastori sono fulani e di religione musulmana mentre gli agricoltori sono di diversa estrazione etnica/religiosa, e nella maggior parte dei casi sono cristiani. In ogni caso, dalle fonti si rinviene che il conflitto riguarda principalmente l’accesso alla terra e alle risorse.

A fronte di tali violenze, inoltre, gruppi prevalentemente di religione cristiana ritengono che il governo non stia intraprendendo un’azione sufficientemente decisa contro i pastori Fulani, ed accusano il presidente Buhari di non intervenire in quanto appartenente alla medesima etnia. Altri, come Amnesty International, hanno invece accusato il governo di essere rimasto in letargo davanti alla violenza di entrambi. In diversi incidenti, nel 2018, le forze di sicurezza non si sarebbero presentate neanche quando gli attacchi si sono protratti e le truppe erano nelle vicinanze e spesso consapevoli della violenza o del rischio di violenza (…)“.

Considerate le principali fonti derivanti dai dossier sulla situazione della Nigeria, la Corte ha infine dedotto “che il Nasarawa State è connotato da fenomeni di violenza indiscriminata (…).
Pertanto, dal momento che la protezione sussidiaria ex art 14, lett. c), d.lgs. 251 cit., può essere riconosciuta qualora sussistano specifici indici di pericolosità – quali la presenza di gruppi armati che controllano il territorio, la difficoltà di accesso per la popolazione a forme di assistenza umanitaria, la presenza di un significativo numero di vittime tra la popolazione civile come conseguenza della violenza generalizzata – che, al momento, caratterizzano la Nigeria e, in particolare il Nasarawa State, stando alle fonti sopracitate, la domanda di riconoscimento del diritto alla protezione sussidiaria deve essere accolta
“.

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Si ringrazia l’Avv. Liana Nesta per la segnalazione e il commento.


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