Manifestazione a Zarzis. Photo credit: Silvia Di Meo

«Incolpare le madri per la scomparsa dei loro figli è inaccettabile»

In una dichiarazione congiunta la richiesta di dimissioni di Vincent Cochetel, inviato speciale dell'UNHCR

Associazioni e ONG chiedono le dimissioni di Vincent Cochetel, inviato speciale dell’UNHCR per il Mediterraneo occidentale e centrale.

Photo credit: Alarm Phone

«Martedì 6 settembre 2022», spiegano nel comunicato stampa 1, «mentre le famiglie delle persone scomparse e decedute alle frontiere dell’UE si riunivano per un’azione di protesta a Zarzis, in Tunisia, Vincent Cochetel ha inviato questo tweet:

Lutto per la perdita. Ma le stesse madri non avevano problemi a incoraggiare o finanziare i loro figli a intraprendere quei viaggi pericolosi. Come in Senegal, perseguire simbolicamente i genitori per aver messo a rischio i loro figli potrebbe innescare un serio cambiamento di mentalità sui viaggi della morte”.

Parole gravissime e inaccettabili che in questa dichiarazione i firmatari denunciano con la massima fermezza. “Incolpare le madri in lutto, alcune delle quali hanno cercato risposte per oltre un decennio, e chiedere addirittura la loro criminalizzazione attraverso un “processo simbolico” è semplicemente scandaloso“.

Photo credit: Silvia Di Meo

“Invece di dare la colpa alle frontiere dell’UE e al regime dei visti“, scrive Rania Abdeltif, la sorella di una scomparso, “invece di denunciare le politiche migratorie mortali dell’Europa, il signor Cochetel ha scelto di incolpare le vittime, trasformandole in carnefici. Questo è insopportabile e ci stupisce: come può una persona del genere rimanere nella posizione di funzionario di alto livello dell’UNHCR?

Le reazioni di sdegno sono immediate e il giorno successivo Cochetel cerca di riparare con un post in cui definisce inappropriato e non giustificato il suo commento. Ma questo non è sufficiente.

Riconosciamo che il signor Cochetel si è scusato e apprezziamo anche che l’UNHCR si sia scusata per la dichiarazione del suo inviato speciale“, continua Rania, “Tuttavia, in considerazione anche degli inaccettabili commenti fatti in passato da Cochetel, riteniamo che questo non sia sufficiente. Chiediamo all’UNHCR di agire e di allontanare il suo inviato speciale o a Cochetel di dimettersi“.
Riteniamo inoltre che i problemi dell’agenzia delle Nazioni Unite non si risolvano con la revoca dell’incarico di un singolo individuo. L’UNHCR nel suo complesso ha profonde lacune istituzionali e ha fallito più volte nei confronti di coloro che pretende di proteggere. Il comportamento dell’UNHCR nei confronti di gruppi vulnerabili in luoghi come la Libia e la Tunisia, e la spaventosa risposta del suo personale alle proteste dei rifugiati, evidenziano alcune delle numerose e gravi carenze di questa agenzia delle Nazioni Unite“.

Photo credit: Silvia Di Meo

Nel testo che chiede le dimissioni di Cochetel parlano le madri e le sorelle delle persone scomparse nel tentativo di arrivare in Europa. Parole che pesano, che esprimono tutto il dolore di chi non sa che fine ha fatto il proprio figlio o fratello, parole a cui non si da risposta, parole che ci parlano della forza e della determinazione di queste donne che continueranno a lottare per chiedere verità e giustizia.

Jalila Taamallah (madre): È il sistema dei visti e delle frontiere che ha messo in pericolo i migranti, non le loro madri. È colpa delle politiche migratorie che causano la morte delle persone che attraversano il Mediterraneo. Per questo continueremo a partecipare alle manifestazioni per la libertà di movimento. Non potete uccidere la nostra richiesta di verità e giustizia.

Hajer Ayachi (madre): Dovrebbe essere una vergogna accusare le madri e le sorelle dei migranti dispersi che hanno perso i loro cari di essere responsabili della loro morte. È dal 2011 che lottiamo contro i governi per dimostrare che sono le politiche migratorie a mettere in pericolo la vita dei nostri figli, non noi. Ogni volta che le autorità negano la loro responsabilità, i nostri figli muoiono per la seconda volta.

Gamra Chaieb (madre): Noi, madri dei dispersi, consideriamo una grande vergogna che ci venga attribuita la responsabilità della morte dei nostri figli. I nostri figli sono vittime e lo siamo anche noi, senza alcuna risposta da parte dei governi e del sistema dei visti. Sono loro i criminali, hanno spinto i nostri figli a partire perché erano in miseria e poi ci hanno abbandonato. Mio figlio è partito perché era malato di cancro. Voleva solo guarire e vivere per la sua famiglia e la sua bambina.

Photo credit: Silvia Di Meo

Samia Jabloun (madre): Credo che quest’uomo sia malato perché mai una madre spinge il proprio figlio a emigrare. Non è umano, non sente il nostro dolore, la responsabilità è delle politiche dei “Paesi del terzo mondo” e anche dell’Unione Europea che approfitta della ricchezza di questi Paesi e li rende poveri. Per questo i giovani sono disoccupati, è la povertà che li spinge a migrare per migliorare il loro tenore di vita.

Awatef Daoudi (madre): Se i nostri figli prendono la via del mare è per fare del bene alle loro famiglie perché nel loro Paese sono trattati e pagati male, e la segregazione è sempre presente. Chi ha i soldi ha il potere e può fare quello che vuole anche per i visti, sono gli uomini d’affari e i politici, ma la maggior parte dei giovani non ha diritti e per questo si butta in acqua. In entrambi i casi, in mare o nel loro Paese, sono persone morte. Purtroppo è un peccato che il nostro governo non voglia far star bene i nostri giovani.

Nourhene Khenissi (sorella): Prima di attaccare le madri degli scomparsi, sarebbe stato meglio se aveste criticato gli Stati tunisini e italiani, soprattutto l’Unione Europea, perché è la causa prima e ultima di tutte queste tragedie. E sappiate che la libertà di movimento e di viaggio è un diritto di ogni essere umano.

Besbes Sarra (sorella): Non è vero quello che ha scritto sulle madri dei migranti dispersi, non ci sono famiglie che gettano i loro figli in mare, che rappresenta l’inferno e il pericolo. Quindi non avete il diritto di giudicare i sentimenti della famiglia perché il rapporto tra la madre e il figlio non è solo una parola ma è molto di più. Dovete sapere che soprattutto il rapporto tra tutti i membri della famiglia è intimo perché il figlio per la madre sostituisce il padre, per la sorella il fratello rappresenta il secondo padre e tutti i sostegni della vita, per il padre il figlio rappresenta la persona che è il primo responsabile della famiglia durante la sua assenza e per il fratello è l’aiuto e la forza. Infine, è importante sapere che se un membro della famiglia è assente, l’intera famiglia ne sarà devastata.

  1. Qui la dichiarazione in italiano e qui in francese)

Redazione

L'archivio di tutti i contenuti prodotti dalla redazione del Progetto Melting Pot Europa.