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Protezione speciale alla richiedente nigeriana per il percorso di inclusione sociale dopo il ripristino delle misure di accoglienza

Commissione Territoriale di Padova, provvedimento del 28 luglio 2022

Fotografia tratta dal rapporto «Piccoli schiavi invisibili» di Save The Children

La Commissione Territoriale di Padova ha riconosciuto la protezione speciale ad una giovane ragazza nigeriana, vittima di tratta e di sfruttamento della prostituzione.

La ragazza, nata a Benin City, in Edo State, accettava la proposta di un’amica di famiglia di raggiungerla in Europa per lavorare come parrucchiera. Una volta giunta in Italia, veniva prelevata dal centro di accoglienza e trasportata in treno a Barcellona, ove la Madame la costringeva alla prostituzione. Riuscita a fuggire, approfittando dell’assenza della Madame, raggiungeva Milano in autobus, e poi si trasferiva a Padova, dove avrebbe avuto più possibilità di lavoro grazie ad alcuni connazionali. Per un lungo periodo viveva elemosinando, avendo come unico punto di riferimento lo Studio Legale, che chiedeva alla Prefettura le misure di accoglienza.

Grazie alla sentenza n. 851/2020 emessa dal Tar Veneto, che ordinava alla Prefettura di Padova di provvedere al ripristino delle misure di accoglienza, la ragazza veniva ospitata presso il centro di accoglienza Villaggio Globale, ove iniziava un percorso di formazione scolastico e lavorativo, valutato positivamente dalla Commissione Territoriale, la quale ritiene sussistenti i presupposti per il riconoscimento della protezione speciale ai sensi dell’art. 32 co. 3 D. Lgs. 25/2008, poiché “la richiedente, la quale è stata vittima di tratta a scopo di sfruttamento sessuale, una volta affrancatasi da tali circuiti, ha intrapreso uno stabile e continuativo percorso di inserimento socio-lavorativo nel paese“.

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Si ringrazia l’Avv. Chiara Pernechele per la segnalazione e il commento.


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