«Rights! No Deaths!»: marcia a Bruxelles

Il 30 settembre e l'1 ottobre iniziative per i diritti e la libertà di movimento

Una Marcia a Bruxelles per denunciare l’Unione Europea come responsabile delle politiche migratorie che causano le morti sui confini ed esigere dalle istituzioni europee − Commissione, Consiglio e Parlamento − misure concrete che garantiscano i diritti umani dei migranti, compreso il diritto alla piena mobilità e in sicurezza.

Sono questi alcuni degli obiettivi che al motto “Rights! No Deaths!” (Diritti. Non una morte in più per migrare) diverse organizzazioni antirazziste di Paesi europei 1, sulla spinta delle realtà spagnole, basche e catalane di Caravana Abriendo Fronteras, si sono ritrovate e hanno deciso di promuovere le giornate di mobilitazioni del 30 settembre e 1° ottobre nella capitale belga e sede delle principali istituzioni europee. «Perché oltre alle morti – affermano – vogliamo denunciare la sofferenza delle persone senza documenti. Vivere significa vivere con diritti».

Il programma prevede venerdì e sabato mattina spazi dedicati a workshop e un’assemblea plenaria dei popoli, mentre sabato pomeriggio alle 15, in Place du Luxembourg, è promossa un’«Azione di protesta europea contro le morti alle frontiere e per i diritti dei migranti». Queste giornate saranno precedute da tappe di avvicinamento della carovana verso Bruxelles con incontri a Parigi e Calais, e il giovedì da un incontro con parlamentari europei ai quali verrà consegnato un documento con proposte in netto contrasto con le normative attuali.

Il logo di Rights! No Deaths!

L’appello della marcia

Non una morte in più per migrare! Tutti i diritti per tutte le persone! I confini europei uccidono.

Dal 2014 sono morte più di ventottomila persone. Dal 1993 quarantanovemila. Provengono dall’Africa, dall’Asia e dal Medio Oriente e muoiono soprattutto nel Mediterraneo e nell’Atlantico; ma anche nei Balcani, nelle Alpi, nel Canale della Manica, nel fiume Bidasoa ai piedi dei Pirenei e nelle altre zone di confine.

Allo stesso tempo, le persone che riescono a varcare questi confini, lavorano e contribuiscono allo sviluppo delle società europee, ma la maggior parte di loro vive per lunghi anni senza diritti e senza documenti. Non avere i documenti di cui hanno bisogno impedisce loro di accedere ai diritti più fondamentali, come il diritto alla salute o alla giustizia.

Le morti e le altre situazioni a cui si è fatto cenno in precedenza passano inosservate alla stragrande maggioranza della popolazione, così come passano inosservate le responsabilità dell’Unione Europea che calpesta il diritto a migrare liberamente e in sicurezza. Tuttavia, e in maniera evidente, gli Stati europei non riconoscono il diritto di tutte le persone a muoversi liberamente e in sicurezza, né il diritto di godere dei propri diritti fondamentali.

Il recente dramma del popolo ucraino, causato dalla guerra, si aggiunge a questi esodi di persone che si trasferiscono forzatamente in Europa, molti dei quali muoiono nel tentativo di raggiungerla.

Apprezziamo la straordinaria accoglienza che, in questo caso, l’Unione Europea ha riservato ai milioni di ucraini in fuga dalla guerra, regolarizzando immediatamente la loro situazione, e riteniamo che sia giunto il momento che l’Unione Europea applichi la stessa misura a tutte le persone migranti e rifugiati.

Gli obiettivi degli organizzatori:

  • Denunciare l’Unione Europea come responsabile delle politiche migratorie che causano queste morti.
  • Esigere delle istituzioni europee − Commissione, Consiglio e Parlamento − misure concrete che garantiscono i diritti umani dei migranti, compreso il diritto alla piena mobilità e in sicurezza. Le misure intraprese devono prevedere una prospettiva intersezionale di genere e di diritti.
  • Denunciare le cause che costringono le persone a migrare.
  • Rendere la popolazione europea consapevole di questa situazione.
  • Esigere la regolarizzazione delle persone migranti e rifuggiate che vivono nell’Unione Europea.
  • Consolidare la rete internazionale di denuncia e solidarietà con migranti e rifugiati.

Informazioni:

  1. Al sito web di “RIGHTS! No death!” è possibile leggere la lista completa