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La Grecia deve revocare la decisione di considerare la Turchia un Paese sicuro

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Co-firmata da 58 organizzazioni di 22 paesi la petizione lanciata da Stop Externalisation ha raggiunto in queste ore le 1.900 adesioni. Si chiede al governo greco di revocare la legge che dichiara la Turchia un Paese terzo sicuro per le persone in cerca di asilo provenienti da Afghanistan, Siria, Somalia, Pakistan e Bangladesh.
Il testo completo della petizione e i co-firmatari a questo link.

Stop alle barriere alla richiesta di asilo in Europa – La Grecia deve revocare la decisione di considerare la Turchia un Paese sicuro

Il 18 marzo 2016, l’Unione europea ha concluso un accordo con la Turchia, in base al quale le persone siriane in fuga dalla guerra nel loro Paese, arrivate sulle isole greche, avrebbero dovuto affrontare una “procedura di ammissibilità“: l’obiettivo dell’accordo era quello di rimpatriare le persone in Turchia, invece di esaminare le loro domande di asilo in Europa.

La Commissione europea ha rilevato gli effetti discriminatori di questa misura controversa – la limitazione del diritto di chiedere asilo – ma ha ritenuto che fossero giustificati dalle specifiche circostanze straordinarie e dalla natura temporanea dell’accordo.


Cinque anni dopo, nonostante gli arrivi di persone che chiedono asilo in Grecia siano drasticamente diminuiti, il governo greco ha esteso questo concetto illegale e ingiusto di “ammissibilità“. Il 7 giugno 2021, il governo greco ha deciso di dichiarare che la Turchia è un Paese terzo sicuro per le persone che chiedono asilo da Afghanistan, Somalia, Pakistan e Bangladesh, oltre che per i siriani.

Le persone di queste nazionalità sono ora soggette alla nuova procedura di ammissibilità, indipendentemente dalla loro vulnerabilità e dalla durata della loro permanenza in Grecia. La procedura viene avviata con l’obiettivo di rimpatriare la persona in Turchia, prima che vengano ascoltati i motivi che l’hanno spinta a fuggire dal proprio Paese e a chiedere asilo.

Non capisco davvero. Nel mio Paese lavoravo come umanitario, per questo i terroristi volevano uccidermi. Ho cercato di restare, ma poi hanno ucciso il mio amico e ho capito che non avevo scelta. Sono venuto in Grecia per chiedere protezione internazionale, ma ad oggi – a quasi un anno dal mio arrivo – nessuno mi ha chiesto perché ho lasciato il mio Paese. La Grecia mi ha chiesto solo dei giorni trascorsi in Turchia. Ho raccontato che le autorità turche mi hanno messo in detenzione senza cibo e acqua e poi mi hanno detto che se volevo uscire dovevo firmare un documento. Questo documento permetteva la mia deportazione in Somalia. Purtroppo non avevo scelta. L’ho firmato, poi sono fuggito dalla Turchia e sono venuto in Grecia. Voglio solo un posto sicuro e che la mia richiesta venga esaminata.”

Presentiamo questa petizione a un anno dalla decisione ministeriale congiunta del governo greco (JMD). Chiediamo la sua revoca, poiché è illegale, disumana e inattuabile