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Diritto di asilo. Tempi di attesa e ostacoli delle questure rendono difficile accedere alla procedura

Milano, Trento e Verona: tre città del nord Italia dove solo ottenere l'appuntamento è diventato un'impresa

Per le persone che riescono a fare ingresso in Italia o che già risiedono e vorrebbero presentare la domanda di protezione internazionale, accedere alla procedura di asilo è sempre stato un grosso problema. Seppure la normativa risulti molto chiara e indichi in un massimo di 10 giorni il tempo di attesa per l’appuntamento in questura per poter formalizzare l’istanza di asilo, la realtà che le persone si trovano di fronte per vedersi riconosciuto un diritto è molto diversa.

Tra complicati sistemi per prenotare l’appuntamento, enormi tempi di attesa e prassi arbitrarie e spesso illegittime delle questure, riuscire a portare a termine la richiesta di asilo in qualsiasi territorio è diventato, come non mai, un percorso irto di ostacoli.

A Milano, ad esempio, dove l’incapacità di fornire un sistema efficace ha generato in via Cagni una situazione gestita con gas lacrimogeni e polizia in assetto antisommossa, a partire dallo scorso 17 luglio è nuovamente cambiata la procedura.

Lo rende noto l’associazione Naga che ha illustrato e denunciato le novità comunicate dalla questura stessa, che prevedono la sospensione dell’utilizzo del portale “Prenotafacile.it” per le istanze presentate da persone in possesso di un passaporto. D’ora in poi, per tutte le persone che intendano chiedere asilo l’unico modo per accedere alla questura di Milano sarà presentarsi presso gli sportelli delle associazioni e dei sindacati che hanno firmato una convenzione con la questura.

«Assistiamo nuovamente – ha affermato Anna Radice, presidente del Naga – a una scandalosa delega al terzo settore rispetto alla tutela di un diritto fondamentale come il diritto di asilo. Non è una novità, anche perché questa procedura era già prevista da inizio aprile per le persone prive di passaporto e per le persone fragili, individuate nei soli over 60 e donne in stato di gravidanza, ma siamo fortemente preoccupati. Secondo la normativa italiana, le uniche autorità competenti alla ricezione delle domande d’asilo sono gli uffici di polizia di frontiera e le questure, non gli enti del terzo settore».

«Inoltre, la manifestazione della volontà di chiedere asilo, deve trovare un tempestivo accoglimento e, per rispettare le normative italiane e europee, perfezionarsi entro 13 giorni. Di fatto gli ostacoli all’accesso rimangono e vengono scaricati sul Terzo settore. Un limite dell’approccio sussidiario che, in questa occasione, diventa ancor più evidente leggendo il prospetto pubblicato sul sito della questura, dove si possono trovare le indicazioni per accedere ai vari sportelli. Questo nuovo cambiamento trasforma strutturalmente gli sportelli di associazioni e sindacati nell’unico canale di accesso a un diritto costituzionalmente garantito. Oltretutto avviene nel periodo che coincide con le chiusure per ferie degli stessi sportelli. Nelle settimane centrali di agosto i giorni di apertura previsti sono pochissimi e con orari veramente limitatissimi. La procedura di protezione internazionale andrà in vacanza e con essa la Costituzione», ha poi dichiarato la presidente del Naga che ha insistito sul fatto che il processo di delega al Terzo settore va avanti da anni e che, quest’ultima decisione, sta provocando una grave accelerazione e il tentativo di far diventare il Terzo settore come parte strutturale di un sistema che dovrebbe invece afferire solo alla pubblica amministrazione.

Trovano conferme di queste critiche quanto sta avvenendo in Trentino, dove i primi ostacoli per accedere alla procedura sono già scaricati dalla questura di Trento al Cinformi, ossia all’ufficio che sulla base di un accordo tra Provincia di Trento e questura, e la collaborazione fra ente pubblico e privato sociale, supporta l’ufficio immigrazione nelle procedure amministrative per quasi tutti i documenti di soggiorno delle persone straniere.

L’Assemblea Antirazzista Trento ha per prima cosa denunciato dei tempi di attesa molto lunghi per accedere al primo appuntamento in questura per formalizzare l’istanza di asilo. Tra pre-appuntamento al Cinfomi tramite l’app FilaVia (sic!) e il successivo appuntamento in questura fornito da Cinfomi, possono trascorrere anche 6-7 mesi. Il tempo per il pre-appuntamento al Cinformi è di circa 3 mesi, un periodo in cui la persona ha come ricevuta solo un anonimo numero di prenotazione.

L’Assemblea Antirazzista ha poi illustrato altri ostacoli definiti «prassi illegittime», come la richiesta di una formale dichiarazione di ospitalità: «Nessuna normativa prevede che la persona che vuole fare richiesta di asilo debba dimostrare di avere un domicilio. Lo hanno ricordato diverse decisioni dei tribunali chiarissime nel decretare che è “illegittimo ogni comportamento tenuto dalla pubblica amministrazione diretto a ritardare/impedire la formalizzazione dell’istanza di protezione” e nell’obbligare l’ente pubblico “alla formalizzazione della domanda di rilascio del permesso di soggiorno per richiesta asilo, con conseguente rilascio di un permesso provvisorio entro il termine di 20 giorni” e a garantire il diritto “ad accedere all’accoglienza per richiedenti asilo, entro il termine di 20 giorni“ (Tribunale di Bologna, ordinanza del 18 gennaio 2023). Nonostante ciò ancora oggi la questura chiede la dichiarazione di ospitalità sia per formalizzare la richiesta e sia per il rinnovo rinviando ad altro appuntamento la persona che ne è sprovvista, e di fatto nega un diritto fondamentale».

A Verona, invece, pochi mesi fa è entrato in funzione “Prenotafacile.it” immediatamente rinominato dalle associazioni “Prenotadifficile”.

Il Circolo LGBTQ+ Pink, di cui fa parte il gruppo Pink Refugees, ha spiegato che per un breve periodo la prenotazione degli appuntamenti per i diversi tipi di documenti ha funzionato, ma che ora il sistema «è diventato un piccolo inferno e prendere un appuntamento per un semplice rinnovo di permesso di soggiorno è a volte impossibile, compaiono messaggi incomprensibili che bloccano il processo, i documenti e le date inseriti non vengono riconosciuti, i numeri di telefono sono sottoposti a doppia verifica, alcuni tipi di permesso non vengono riconosciuti… Ogni giorno si scopre una nuova difficoltà, con l’unico risultato che se si riesce a prendere un appuntamento è un vero miracolo».

Ma ciò che più allarma l’associazione e rende la situazione scandalosa è che l’appuntamento per il rinnovo del permesso di soggiorno per asilo viene dato a maggio 2024: «Si crea un vuoto dove la persona in attesa rischia di perdere anche il lavoro, perché molti datori di lavoro rinnovano i contratti solo in presenza di permesso in corso di validità e non di prenotazioni o ricevute, e l’iscrizione al SSN».

Un altro esempio portato dagli operatori sociali è legato alla domanda reiterata di asilo: «La persona sarà in possesso di un permesso di soggiorno bianco valido sei mesi, ma se la chiamata in commissione non dovesse essere ancora arrivata a quel punto, si ritroverà a non riuscire a prenotare l’appuntamento per il rinnovo perché il sistema non riconosce i codici di quel tipo di permesso, e allora si ritorna in coda, sempre che in questura la facciano entrare e che all’ufficio immigrazione accettino di darle un appuntamento… insomma un vero casino, privo di un minimo di organizzazione».

Infine, il Circolo Pink ha lamentato l’impossibilità di ricevere informazioni o risposte ai quesiti al telefono o attraverso la pec, un comportamento omissivo e di silenzio che si riscontra in molte altre questure italiane: «A volte pare che tutto questo sistema sia progettato solo per creare ulteriori difficoltà ad esistenze già difficili».

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