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Bangladesh – Protezione sussidiaria (lett. b) per la minaccia di trattamenti degradanti da parte di avversari politici

Tribunale di L'Aquila, decreto del 13 ottobre 2023

Foto di Thinley Dorji

Il richiedente asilo, cittadino bengalese, ha dichiarato, dapprima in Commissione ed in sede di impugnazione dinanzi al Tribunale aquilano in audizione delegata dinanzi al magistrato all’uopo delegato, di aver esercitato attività politica nel proprio villaggio per il partito Bangladesh National Party (BNP).

Questa attività aveva attirato l’odio degli avversari politici del partito di maggioranza, Awami League, i quali lo avevano denunciato falsamente, come da documenti allegati in atti. Il motivo di tale comportamento era dovuto al fatto che nel suo villaggio poche famiglie appartenevano al partito del BNP. La sua famiglia, dopo la sua fuga, si era divisa: la moglie e i figli erano tornati a vivere nel villaggio dai genitori della moglie, mentre i suoi genitori erano andati a vivere presso il fratello che abitava in un’altra città. Tornavano al villaggio solo raramente. La parte, durante la sua fuga, era stata catturata dai libici e la sua famiglia aveva venduto il negozio per procurare il riscatto. Il racconto veniva confermato in sede di audizione personale. La parte ribadiva di essere stata costretta a fuggire dal suo paese per il timore di perdere la vita a seguito del processo penale che pendeva contro di lui, ora sospeso perché si trovava all’estero.

In via preliminare il Tribunale rileva come la vicenda personale sia stata narrata senza esagerazioni né incoerenze, avendo il ricorrente descritto in modo credibile le persecuzioni subite dal gruppo politico avversario per l’attività svolta per il partito di minoranza. Quanto all’onere probatorio, il ricorrente produceva alla Commissione una lettera dell’ex sindaco del villaggio che apparteneva al BNP, oltre a due denunce contro di lui e ad atti relativi ai debiti contratti dalla famiglia per liberarlo e consentirgli di lasciare il Paese di origine. Sul punto il Tribunale non manca di censurare l’operato della Commissione che, troppo superficialmente, bolla come “non credibili” tali fonti probatorie. Rileva infatti il giudicante come “Tali documenti non sono stati presi in considerazione dalla Commissione sul presupposto che non era possibile accertarne l’autenticità; tuttavia, pur all’esito di un esame necessariamente sommario, gli stessi appaiono privi di falsità evidenti”.

Dopo aver passato in rassegna la più aggiornata giurisprudenza di legittimità in riferimento alle diverse forme di protezione internazionale, in riferimento al caso di specie oggetto della domanda, il Tribunale di L’Aquila si sofferma nella disamina della protezione sussidiaria disciplinata dalla lett. b) dell’art. 14 D. Lgs. 251/2007. Rileva sul punto il Collegio giudicante come occorre tener conto dei seguenti fattori: “Il ricorrente è appartenente al BNP, di tale fatto i membri dell’Awami League erano a conoscenza, tanto da avere sporto una denuncia falsa contro il ricorrente, che a seguito di tale denuncia fuggiva per sostarsi all’arresto. La prova della denuncia depositata in atti dimostra l’esistenza di un concreto pericolo di essere sottoposto a trattamenti inumani e degradanti da parte delle persone del partito di governo che lo hanno più volte minacciato”.

Il Tribunale abruzzese, dopo aver superato il vaglio di credibilità intrinseca, si sofferma in un’attente ed aggiornata analisi della situazione politica del Bangladesh. Rileva sul punto come siano previste le prossime elezioni a gennaio 2024 e di come tale evento sia stato oggetto di un interrogazione con richiesta di risposta scritta, E-003904/2022 al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza ai sensi dell’ Articolo 138 del regolamento Fulvio Martusciello (PPE), Luisa Regimenti (PPE) 1. Si sofferma inoltre richiamando fonti giornalistiche 2 e la stessa denuncia di Human Rights Watch nel suo ultimo report, pubblicato all’inizio di febbraio 2023, ove si legge che «Le forze di sicurezza del Bangladesh sono state implicate in gravi abusi, tra cui torture, esecuzioni extragiudiziali e sparizioni forzate. Il Battaglione di Azione Rapida, notoriamente violento, fu sanzionato dagli Stati Uniti. Il governo ha arrestato giornalisti e critici ai sensi del Digital Security Act e ha altrimenti soffocato la società civile». 3.

In conclusione, ritiene il Collegio che “così ricostruito il quadro politico del Paese, deve ritenersi che ricorrano i presupposti per il riconoscimento della protezione sussidiaria lettera b), poiché le fonti esaminate in premessa fanno ragionevolmente ritenere che il ricorrente, se rimpatriato, correrebbe, per la sua sola presenza sul territorio, un rischio effettivo di minaccia grave e individuale alla propria vita derivante da una situazione di trattamento degradante che potrebbe essere perpetrato dagli avversari politici del partito Awami League”.

Si ringrazia l’Avv. Gaetano Litterio per la segnalazione e il commento.


Vedi le sentenze

  1. https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/E-9-2022-003904_IT.html
  2. https://www.aljazeera.com/news/2022/12/9/top-bangladesh-opposition-leaders-among-hundreds-arrested
  3. https://www.hrw.org/asia/bangladesh ; Freedom House: Freedom in the World 2022 – Pakistan, 28 febbraio 2022 https://www.ecoi.net/en/document/2071945.html ; HRW – Human Rights Watch: World Report 2023 – Pakistan, 12 gennaio 2023 https://www.ecoi.net/en/document/2085484.html