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Sanatoria 2020: ancora in stallo le pratiche. A Roma e Milano ritardi gravissimi

I dati e le proposte della campagna Ero Straniero. Ma per il governo la priorità è negare i diritti

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La campagna Ero straniero è tornata a denunciare lo stallo inaccettabile che riguarda le pratiche ferme nelle questure e prefetture italiane della cosidetta sanatoria del 2020: a oltre tre anni dalla misura ci sono migliaia di pratiche ancora in lavorazione e migliaia di persone straniere che vivono nel nostro Paese in attesa di ricevere una risposta. In particolare, Ero straniero, dati alla mano, denuncia i gravissimi ritardi di Roma e Milano. «Sono passati tre anni e sette mesi dalla regolarizzazione straordinaria del 2020 e la procedura straordinaria non si è ancora conclusa, con situazione di ritardo gravissimo in particolare nelle prefetture di Roma e Milano, dove l’esame delle pratiche è ancora, incredibilmente, in stallo».

I dati raffigurano una situazione che è a dir poco paradossale ed evidenza il modo in cui le istituzioni italiane trattano lavoratori e lavoratrici, costretti nel limbo dell’incertezza, impossibilitati ad accedere alle tutele e ai diritti che spetterebbero loro. Su un totale di 207.870 domande di emersione presentate da giugno ad agosto 2020 – illustra Ero Straniero – dagli ultimi dati disponibili, che risalgono al 19 giugno scorso, emerge che 132.006 istruttorie si sono concluse con esito positivo, con la richiesta di rilascio del permesso di soggiorno, mentre 29.181 sono le domande respinte e 10.227 quelle oggetto di rinuncia o archiviate per altri motivi. «In tutt’Italia, dunque, a giugno 2023, a tre anni esatti dalla misura, le prefetture avevano finalizzato 171.414 pratiche, circa l’82% del totale. La percentuale scende drammaticamente in relazione agli uffici di Roma e Milano».

Al 21 settembre 2023 dalla prefettura di Roma erano state esaminate solo la metà del totale (il 54,97%) delle 17.371 domande presentate con la sanatoria 2020. A rendere chiara la lentezza delle lavorazioni è il numero delle pratiche definite da gennaio ad aprile 2023: solo 88.

A Milano, i dati a disposizione della campagna risalgono a luglio 2023 e sono stati estrapolati da una sentenza del TAR Lombardia: delle 26.225 domande di emersione ricevute dalla prefettura, al 21 luglio 2023 sono state definite 15.528, il 59,21% del totale. Di queste 12.723 sono state accolte e 2.805 archiviate o rigettate, mentre sono 10.697 quelle ancora da evadere.

Contro questi persistenti ritardi i lavoratori e le lavoratrici hanno promosso diverse iniziative di mobilitazione e anche un’azione collettiva sostenuta da alcune associazioni 1. La class action contro la prefettura di Milano, promossa da circa 100 persone, ha portato il TAR Lombardia a prendere atto della grave situazione in corso. Il Collegio amministrativo, lo scorso aprile, ha ordinato alla Prefettura di Milano di redigere una relazione per dare conto di come sono state utilizzate le risorse economiche e umane a disposizione degli uffici e quelle adottate per fronteggiare i ritardi. Si è ora in attesa della decisione definitiva. A Roma, il Tar Lazio, in primo grado, ha rigettato l’azione collettiva perché ha ritenuto che i ritardi siano stati causati dal Covid, dalla produzione di documentazione non idonea e comunque non per “ignavia” della prefettura. I promotori hanno depositato appello al Consiglio di Stato. L’udienza è stata fissata per il 7 marzo 2024. I legali e le associazioni promotrici chiedono un’anticipazione dell’udienza per evitare che ai ritardi dell’amministrazione si sommi anche il ritardo dell’autorità giudiziaria.

Diversi sono i fattori che continuano a causare i ritardi. Di sicuro tutta la procedura della sanatoria, in particolar modo del primo canale di “regolarizzazione-emersione”, ha fatto emergere tutti quei limiti evidenti che erano stati anticipati al governo dalle organizzazioni che in pieno periodo pandemico chiedevano una “regolarizzazione generalizzata”, radicalmente diversa da quella che si è effettivamente data con l’art.103 del DL n. 34 del 19 maggio 2020.

Tra questi fattori Ero Straniero evidenzia da tempo l’assenza di personale della pubblica amministrazione numericamente proporzionato alle pratiche. Nel 2023, ed esempio, la prefettura di Roma ha perso 14 unità di personale, pari al 44% della forza lavoro che nel 2022 si occupava delle pratiche. A Milano il quadro lo fornisce il 15 novembre la stessa prefettura rispondendo ad una richiesta specifica di accesso della campagna che sottolinea come lo stesso decreto “rilancio” del maggio 2020 (art. 103, co. 25) aveva previsto l’assunzione a tempo determinato di personale interinale. Tuttavia, «delle 25 figure destinate a Milano soltanto 23 hanno preso servizio e solo per 18 mesi, cominciando a lavorare solo a fine marzo 2021 e, grazie a una serie di proroghe, rimanendo negli uffici fino al 31 dicembre 2022, facendo precipitare ulteriormente nel 2023 la situazione nei mesi successivi. Attualmente, i dipendenti impegnati con le pratiche di emersione sono 1 funzionario, 3 operatori amministrativi e 1 assistente amministrativo ma non tutti si occupano in via esclusiva di tale procedura; vi sono poi 9 addetti provenienti da altri uffici che si dedicano a queste pratiche in orario straordinario, cui si aggiungono da otto mesi, 2 operatori del Comune di Milano grazie a un protocollo tra i due enti».

Ero Straniero ha chiesto a governo e parlamento di porre rimedio alla carenza di organico negli uffici dell’amministrazione dell’interno, destinando 105 milioni di euro al rafforzamento del personale delle prefetture e 150 all’ampliamento del personale delle questure. Ma per il governo, anche questa volta, l’interesse non è quello di offrire delle risposte migliorative alla vita migliaia di persone che vivono nel nostro Paese, bensì di continuare con politiche emergenziali e repressive per rendere ancora più precario il presente delle persone non italiane. Il decreto 133/2023, appena approvato alla Camera e in procinto di essere discusso in Senato, lo afferma chiaramente.


  1. ASGI, Oxfam Italia, Coalizione Italiana per le Libertà e i diritti Civili, tra i promotori di Ero straniero, e Spazi Circolari, Naga, Nonna Roma e Progetto Diritti.

Redazione

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