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Permesso per residenza elettiva: illegittimo il rigetto della Questura

T.A.R. per la Lombardia, sentenza n. 3130 del 20 dicembre 2023

Il T.A.R. Milano annulla il provvedimento della Questura che aveva rigettato il permesso per residenza elettiva unicamente motivando di non avere preventivamente ottenuto il visto per residenza elettiva.

La vicenda è di una cittadina straniera che aveva presentato domanda di regolarizzazione ex art. 103, comma 1, d.l. 34/20 e che, nelle lungaggini dell’iter amministrativo, si era trovata “bloccata” da una procedura infinita.

Ravvedendone i requisiti le avevo consigliato il permesso per residenza elettiva, proprio a partire dalla sua regolarità di soggiorno dovuta alla ricevuta della regolarizzazione; da lì la battaglia con la Questura di Milano e da ultimo con l’Avvocatura che in sede di ultime memorie ha argomentato (in modo inconferente) sulla mancanza dei requisiti economici.

Il Tar così sentenzia:

  1. la circostanza che la ricorrente sia entrata in Italia con un visto turistico e poi abbia beneficiato, in data 7 agosto 2020, dell’istanza di regolarizzazione ex art. 103 del decreto legge n. 34 del 2020, attesta che, alla data dell’8 aprile 2022, allorquando è stata presentata la richiesta di permesso di soggiorno per residenza elettiva, la straniera risultava regolarmente soggiornante in Italia, ai sensi dei commi 6 e 17 del citato art. 103 del decreto legge n. 34 del 2020; pertanto, la regolare presenza in Italia rappresenta titolo idoneo per chiedere il rilascio di un permesso di soggiorno per residenza elettiva, come si ricava dalla corretta interpretazione della normativa di settore, la quale non richiede la presenza di un visto di ingresso specifico, ovvero “ottenuto per lo stesso motivo””;
  2. le considerazioni svolte dalla difesa erariale in sede di memoria in ordine all’asserita carenza di risorse economiche in capo alla ricorrente, non trovando alcun riferimento nell’atto impugnato, risultano alla stregua di una motivazione postuma, di cui non si può tenere conto nel presente giudizio“.

Si ringrazia l’avv. Giovanni Barbariol per la segnalazione e il commento.