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Spagna, costa meridionale: gettati in mare in una brutale azione di traffico di esseri umani

Ogni giorno fino a 15 gommoni arrivano al largo delle coste del sud della Spagna

Ph: Antonio Sempere

Cádiz, 1 dicembre – Tragica vicenda nella crisi migratoria al confine meridionale dell’Europa: quattro persone migranti hanno perso la vita e altre tre sono state ricoverate in ospedale dopo essere state gettate in mare al largo delle spiagge di San Fernando e Chiclana, in Andalusia. Secondo alcune fonti a conoscenza del caso, i migranti, insieme ad altri 23, sono stati costretti a saltare da un “narco-gommone” sotto la minaccia di un coltello da trafficanti senza scrupoli.

Il primo di questi “narco-gommoni”, con 27 persone migranti a bordo, si è avvicinato alla spiaggia di Camposoto, vicino a Punta del Boquerón. I trafficanti hanno costretto brutalmente i migranti a saltare in mare. Ventitré di loro hanno lottato per rimanere in vita e sono riusciti a raggiungere la riva, mentre quattro non sono riusciti a sopravvivere alle correnti particolarmente pericolose.

«L’acqua era gelida e la riva sembrava irraggiungibile», ha raccontato un sopravvissuto mentre veniva assistito da un volontario della Croce Rossa, che ha descritto il panico e il freddo opprimente che queste persone hanno affrontato.

Sulla spiaggia le persone presenti si sono mosse rapidamente per tirare fuori dall’acqua i migranti che stavano lottando per raggiungere la riva. Pochi minuti dopo, sia il personale di una compagnia nautica, sia la Croce Rossa, si sono attivate al salvataggio e all’assistenza dei migranti, in un tentativo frenetico di salvare vite umane in condizioni estreme. Javier González Díaz, direttore di Náuticas Gurri, ha descritto la scena come «un campo di battaglia contro la natura e il disprezzo umano».

Nel frattempo, la Guardia Civil ha continuato a cercare il “narco-gommone” per catturare i criminali. Questo incidente evidenzia la crescente preoccupazione per l’uso di queste imbarcazioni nel traffico di droga e di persone. Secondo fonti ben informate, ogni giorno arrivano fino a 15 gommoni di tipo rib al largo delle coste del sud della Spagna, carichi di hashish e di esseri umani, un’attività redditizia per i trafficanti che sfida sia la legge che la dignità umana.

Ph: Antonio Sampere

I corpi dei quattro deceduti sono stati trasferiti all’Istituto di Medicina Legale per l’identificazione e l’autopsia, nel tentativo di stabilire la loro provenienza e localizzare i loro parenti. Questo atto sottolinea l’entità della tragedia e le difficoltà incontrate dalle autorità nel dare una risposta.

Questo episodio non è solo un riflesso della pericolosa rotta migratoria tra il Marocco e le coste meridionali della Spagna, ma è anche indicativo di come il traffico di hashish abbia portato i criminali a “diversificare” le loro attività illecite, mettendo a rischio vite umane nella sfrenata ricerca di profitto.

Il resto dei sopravvissuti, tranne quelli ricoverati in ospedale, sono stati trasferiti in un Centro di Assistenza Temporanea per Stranieri a San Roque. Lì riceveranno assistenza medica e psicologica, mentre le autorità inizieranno le procedure per identificare eventuali minori tra loro e determinare le prossime fasi del loro processo legale. La lotta contro le bande criminali che usano gli esseri umani per i loro miseri interessi continua, mentre le onde di San Fernando e Chiclana custodiscono silenziosamente i segreti di coloro che hanno cercato di attraversarle in cerca di una vita migliore.