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«Evacuate i Difensori dei Diritti Umani dalla Libia»

Il 26 e 27 gennaio 2024 a Bologna il lancio della campagna di Refugees in Libya e Alliance with Refugees in Libya

Due giorni di appuntamenti il 26 e 27 gennaio a Bologna per il lancio della campagna di Refugees in Libya e Alliance with Refugees in Libya Evacuate the Human Rights Defenders from Libya.

La campagna vuole discutere sulle possibilità di evacuazione, creazione di rapporti di solidarietà, documentazione e protezione attraverso lo sviluppo di contenziosi strategici.

Tra i promotori Refugees in Libya, il gruppo di persone rifugiate che per 100 giorni ha protestato davanti alla sede dell’UNHCR a Tripoli in Libia, subendo il 10 gennaio 2022 una brutale repressione. Centinaia di persone sono state arbitrariamente detenute nel centro di detenzione di Ain Zara come punizione per la loro difesa dei diritti umani. Nel luglio 2023, dopo 18 mesi di torture e lavoro forzato, 221 di loro sono state finalmente rilasciate dal carcere. La maggior parte di loro però – denuncia Refugees in Libya – si trova ancora a Tripoli, affrontando la miseria, la mancanza di cure mediche e il rischio costante di detenzione arbitraria e violenza fisica. Anche se non sono più nei centri di detenzione, rimangono in Libia senza alcun supporto da parte dell’UNHCR o di qualsiasi altra istituzione e sono costantemente a rischio di essere catturati e imprigionati nuovamente dalle milizie.

Refugees in Libya insieme ad Alliance with Refugees lancia ora un tour attraverso alcune città europee, con eventi per rendere visibile la situazione in Libia e chiedere l’evacuazione immediata attraverso canali legali e sicuri verso l’Europa dei 221 Difensori dei Diritti Umani che sono stati puniti per aver avuto il coraggio di lottare per i loro diritti: «Chiediamo la loro immediata evacuazione verso paesi sicuri per garantire il loro benessere fisico e psicologico».

La due giorni di Bologna sarà, quindi, il punto di partenza di questa mobilitazione transnazionale.

Per contatti e registrazioni ai workshop scrivere a: [email protected]

Informazioni: refugeesinlibya.org

Il programma

Venerdì 26 gennaio 2024

Palazzo Accursio, Bologna | ore 10:30 | Conferenza

Relatori: David Yambio e Naeima Hussein (Refugees in Libya), Tarik Lamloum (Belaady for Human Rights), Matteo Lepore (Sindaco di Bologna), Vanessa Guidi (MEDITERRANEA Saving Humans), un rappresentante della Chiesa cattolica e Matteo Garrone (Regista di “Io Capitano”).

Modera: Giulia Sezzi (Ya Basta! Bologna).

Municipio Sociale Làbas | ore 18.30-20.30 | Assemblea pubblica

Un’assemblea per discutere delle strategie politiche per rivendicare la protezione ed evacuazione, denunciare le pratiche illegali compiute dalle autorità europee e organizzare canali d’ingresso sicuri dalla Libia all’Europa. Con testimonianze sulle lotta dellə migranti in Libia e oltre il confine marittimo d’Europa.

Con Refugees in Libya, giornalistə investigativə, organizzazioni del soccorso civile in mare, Liminal Welcoming Cities Europe.

Sabato 27 gennaio

Municipio Sociale Làbas | 10.00-12.30 | Workshop

Indagini e contenzioso strategico. Come passare dalla documentazione attraverso strumenti investigativi e di archiviazione alla denuncia attraverso il contenzioso strategico.

Con J&L Project, ASGI, Progetto Sciabaca, Liminal, ECCHR.

14.00-16.00 | Workshop

Dal mare alle città. Corridoi umanitari, solidarietà sulle rotte e prospettive per nuovi canali d’ingresso sicuri verso le città santuario in Europa.

Con la rete From the Sea to the City, Alarm Phone, Rete di Rebbio, Baobab Experience.

16.30-18.30 | Workshop

Mostra mobile. Storie e idee per una serie di eventi e una mostra itinerante in diverse città europee.

Con Refugees in Libya e Alliance with Refugees in Libya.

16.30-18.30 | Workshop

Lotte mediterranee. Le lotte interconnesse di migranti in altri Paesi del Nord Africa.

Con contributi sulle esperienze in Tunisia ed Egitto, OnBorder Oulx e altri.

19.00-21.00 | Proiezione film

Solo di passaggio

Documentario sulla situazione dellə migranti in Libia, prodotto da Observatory on Gender in Crisis.

Con unə rappresentante del Observatory of Gender in Crisis Situations, Al Marsed (Tripoli, Libia).