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Pratiche prefettizie illegali a Briançon

18 obblighi a lasciare il territorio francese annullati dai tribunali

In un comunicato stampa Tous Migrants (associazione che opera alla frontiera alpina italo-francese) e Gisti 1 denunciano le pratiche illegali di polizia e prefettura nella città frontaliera di Briançon. Ora il Tribunale amministrativo ha accolto 18 ricorsi presentati: la prefettura non può ignorare le norme di legge per adottare misure repressive contro gli esuli.

Briançon, 12 gennaio 2024 – L’autunno del 2023 ha visto un’ondata di arresti nella città di Briançon: decine di persone arrivate dall’Italia sono state controllate in base al loro aspetto fisico e poi trattenute in commissariato. Per la maggior parte di loro è stato emesso un obbligo di lasciare il territorio francese (OQTF), insieme a ordini che vietano il loro ritorno per uno o due anni. Queste persone, richiedenti asilo, hanno impugnato questi provvedimenti amministrativi, che sono stati infine annullati perché contrari alla legge.

La città di Briançon è stata segnata lo scorso autunno da nuove pratiche di prefettura: un forte aumento dei controlli d’identità delle persone identificate come “migranti” e “in situazione irregolare” dalla polizia, proprio nel centro della città. Il 6 ottobre 2023, Tous migrants e Médecins du Monde hanno denunciato “pratiche illegali e pericolose” da parte della prefettura, in un contesto di forte militarizzazione della zona di confine nella regione di Briançon 2.

Tra il 29 settembre e il 13 ottobre 2023, il prefetto del dipartimento delle Hautes-Alpes ha emesso obblighi di lasciare il territorio immediati a più di venti persone e divieti di ritorno sul territorio francese di una durata di uno o due anni. Queste decisioni amministrative devono essere contestate entro 48 ore. Dopo questo periodo, le persone fermate possono essere collocate in un centro di detenzione amministrativa, prima di essere rimandate nel loro paese d’origine; per la maggior parte di loro si trattava del Sudan, un paese attualmente in guerra.

Le persone fermate erano appena arrivate in Francia per presentare la loro domanda di asilo e lo avevano fatto presente alla polizia al momento dell’arresto. Di conseguenza, il prefetto non poteva emettere un provvedimento di espulsione nei loro confronti. Al contrario, era obbligato a registrare la loro domanda. 18 richiedenti asilo, sostenuti dall’associazione Tous Migrants e in collaborazione con gli avvocati del foro di Marsiglia, hanno quindi presentato un ricorso al tribunale amministrativo di Marsiglia per contestare queste misure illegali. Tutti i ricorsi sono stati accolti.

Il tribunale amministrativo ha sottolineato che, ai sensi dell’articolo L. 521-1 del Codice dell’ingresso e del soggiorno degli stranieri e del diritto d’asilo francese (Cedesa): “Ogni straniero presente sul territorio francese e che intenda chiedere asilo deve presentarsi personalmente all’autorità amministrativa competente, che provvederà a registrare la sua domanda“. Inoltre, secondo l’articolo R. 521-1 dello stesso codice: “(…) quando uno straniero presente sul territorio francese presenta domanda di asilo, la registrazione della domanda è di competenza del prefetto dipartimentale e, a Parigi, del prefetto di polizia“.

Al Prefetto va ricordato che se queste persone si trovavano in una situazione irregolare sul territorio francese a Briançon, era perché erano state costrette ad attraversare la frontiera in modo “irregolare“, dato che le persone che desiderano entrare in territorio francese come richiedenti asilo vengono sistematicamente e illegalmente respinte in Italia dalla polizia di frontiera (PAF) di Monginevro.

Smentiamo l’argomentazione sistematicamente avanzata dal Prefetto: rifiutare a queste persone il diritto di entrare in Francia a fini di asilo con la motivazione che arrivano dall’Italia e che avrebbero dovuto presentare la loro domanda lì in base al regolamento “Dublino III” è inammissibile. È vero il contrario. È proprio l’applicazione di questo regolamento che richiede innanzitutto la registrazione della domanda d’asilo e il rilascio di un certificato di richiesta d’asilo da parte delle autorità del paese di arrivo (in Francia, la prefettura). Una serie di criteri può poi essere esaminata per determinare quale sia lo Stato competente per la domanda d’asilo della persona.

Come ha sottolineato il tribunale amministrativo, la prefettura non può ignorare le norme di legge per adottare misure repressive contro gli esuli a Briançon. Queste diciotto sentenze, che si aggiungono a tutte quelle ottenute davanti ai tribunali amministrativi di Marsiglia e Nizza dal 2016, confermano la validità della nostra lotta per garantire il rispetto dei diritti dei rifugiati.

  1. Il Groupe d’information et de soutien des immigrés è un’organizzazione francese senza scopo di lucro per i diritti umani creata nel 1972 per proteggere i diritti legali e politici di stranieri e immigrati e per sostenere la libertà di movimento attraverso le frontiere
  2. Leggi il comunicato del 6 ottobre