Per la libertà di movimento, per i diritti di cittadinanza
PH: Luca Greco
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“Benvenuti a Ferrara, città No CPR”

Oltre mille persone hanno attraversato Ferrara al grido "No CPR né a Ferrara né altrove!"

La rete Emilia-Romagna No Cpr ha promosso la manifestazione contro l’apertura di un nuovo centro, e per la chiusura delle strutture esistenti.

PH: Luca Greco

Dopo la manifestazione di ottobre a Bologna e la giornata di presidi dell’8 febbraio, sabato 2 marzo un lungo corteo ha riempito le strade di Ferrara per affermare ancora una volta che questa regione non sarà la sede di apertura di un nuovo centro di detenzione.

Benvenuti a Ferrara, città no CPR”. È così che iniziano gli interventi che hanno avuto luogo in piazza Castello a Ferrara, luogo storico della città in cui nello scorso novembre è stata comunicata l’intenzione di aprire un nuovo centro. La minaccia di questa nuova apertura segue il piano del governo Meloni, che con il Decreto Legge n. 20 del 2023 il governo ha deciso di apportare importanti modifiche al sistema di accoglienza e, soprattutto, di potenziare il sistema dei Centri di Permanenza per il rimpatrio.

Il corteo, promosso da oltre 50 associazioni e organizzazioni della società civile ferrarese e della rete regionale emiliano-romagnola, con la partecipazione di migranti, associazioni, centri sociali e sindacati di base e non, è stato un importante momento di lotta per la libertà di movimento e contro ogni abuso.

L’apertura di un nuovo Cpr è stata solo rinviata, non eliminata. Per questo siamo in piazza e continueremo a mobilitarci nei prossimi mesi finché non verrà ritirata questa ipotesi, e finché non verranno chiusi i centri tutt’oggi aperti”, denuncia dal microfono un’attivista della rete No Cpr Ferrara. Allo stesso tempo, gli attivisti di Bologna ricordano ancora che dallo smantellamento del CIE/CPT (centro di identificazione ed espulsione) Mattei, oggi CAS, non ci sarà nessun arretramento. “Abbiamo già smantellato un CIE, pezzo dopo pezzo, e faremo lo stesso con tutti i Cpr che proveranno a costruire in Emilia Romagna”.

Le controversie legate all’esistenza di questi centri sono molteplici, basti considerare che tre dei dieci esistenti sono indagati per truffa, maltrattamenti, violenza privata pluriaggravata, falso ideologico, reati fiscali e somministrazione forzata di psicofarmaci. Un esempio eclatante è quello di Via Corelli a Milano, i cui amministratori dell’azienda privata che lo gestisce, Martina srl, sono sotto inchiesta della procura di Milano.

Troppo spesso sono diventati luoghi di autolesionismo e suicidio, come l’ultimo terribile caso di Ousmane Sylla, morto nel centro di Ponte Galeria a inizio febbraio, dopo otto mesi di ingiustificata prigionia. “A lui e a tutte le altre vittime dei Cpr dedichiamo questa grande manifestazione”, dichiara un attivista di Cittadini del mondo.

PH: Luca Greco

Dal corteo si denuncia la posizione dei politici locali rispetto all’apertura del nuovo centro, che è cambiata in vista delle elezioni che si terranno nel mese di giugno a Ferrara. La destra ferrarese, infatti, che fino a qualche tempo fa seguiva le linee guida del governo Meloni dichiarando che con un CPR in città le strade sarebbero state più sicure, ora cosparge la città di manifesti contro la sua apertura.

Il sindaco Fabbri (della Lega) a novembre disse che “il Cpr porterà più polizia e sicurezza”, seguito dalle dichiarazioni del senatore Balboni (FdI), che disse che opporsi voleva dire essere contro la sicurezza dei cittadini. Oggi, vista la grande mobilitazione non solo cittadina ma anche a livello regionale, questo dietrofront sembra essere l’ennesima propaganda.

Siamo a Ferrara e difendiamo Ferrara dai grandi centri. Celebriamo anche l’inimicizia, perché non siamo aperti a tutti. Siamo contro chi specula sulla pelle dei migranti in vista della campagna elettorale, e chi prende consensi dicendo che non ci devono entrare qua i migranti, che devono finire in un CPR. E che poi quando non c’è il consenso dicono che non li apriranno più i Cpr. Non siamo alla loro mercé”, si ribadisce dal corteo.

PH: Luca Greco

Da Ferrara a Bologna, da Rimini a Piacenza, si riconferma l’impegno per sostenere questa lotta. La rete regionale Emilia-Romagna continua ad incontrarsi e organizzarsi, ma viene anche sottolineata l’importanza che lo sforzo per assicurare un’accoglienza degna e città aperte e plurali raggiunga presto una rete nazionale.

Per questo motivo dalla piazza di Ferrara è stato lanciato l’appuntamento per il prossimo corteo No Cpr, il 6 aprile a Milano. “In un territorio che non vuole carceri, non vuole torture per le persone. Vogliamo contribuire ad una Europa di ponti, di libertà e giustizia sociale e non di muri, discriminazioni e politiche suprematiste e nazionaliste”.

Sofia Pari

Dopo una laurea triennale in lingue orientali all’università Ca' Foscari di Venezia, mi sono laureata nel corso magistrale in Migrazioni Inter-Mediterranee delle università Ca' Foscari di Venezia e Paul Valéry di Montpellier. Con due esperienze di ricerca sul campo ho approfondito il tema dei diritti delle persone migranti e rifugiate, una in Marocco con la comunità siriana, e una in Libano, nel campo profughi di Chatila, con la comunità Palestinese.