Per la libertà di movimento, per i diritti di cittadinanza

Sospensiva a richiedente del Ghana: valorizzato l’avvio del percorso di integrazione e non considerata la provenienza da cd. “Paese sicuro”

Tribunale di Ancona, decreto del 22 marzo 2024

Il Tribunale di Ancona, Sezione Specializzata in materia di immigrazione e libera circolazione dei cittadini UE, si pronuncia in merito alla concessione della sospensione dell’efficacia esecutiva del provvedimento di rigetto emesso dalla Commissione territoriale di Ancona nei confronti di un cittadino del Ghana, stante il grave danno che deriverebbe in caso di rimpatrio, valorizzando l’avvio di un percorso d’integrazione sul territorio italiano (documentato da dichiarazione d’intenti alla stipula di un contratto di lavoro), invitando comunque il ricorrente al deposito della documentazione lavorativa.

Il Giudice, inoltre, ha ritenuto che la circostanza che il ricorrente provenga da un paese ritenuto sicuro ai sensi dell’art. 2 bis d.lgs 25/2008, non esclude che rispetto al narrato del ricorrente possano emergere profili che meritano di essere approfonditi anche con riferimento alla situazione del paese di origine.

Pertanto, il Tribunale di Ancona, nonostante l’abrogazione ad opera del D.L. n. 20/23 dei criteri di accertamento della lesione del diritto alla vita privata e familiare contenuti in precedenza nel comma 1.2 dell’art. 19 T.U.I., continua a considerare in punto di sussistenza dei requisiti della protezione speciale, l’avvio di un percorso d’integrazione sul territorio italiano.

Si precisa che la domanda di protezione internazionale del richiedente è stata appunto esaminata secondo gli stretti tempi previsti dalla procedura accelerata e pertanto non è ancora decorso il termine dei 60 giorni dalla formalizzazione della domanda di protezione avvenuta in data 01.02.2024, decorso appunto tale termine, potrà svolgere attività lavorativa.

Si ringrazia l’Avv. Maria Rita Minnucci del foro di Fermo per la segnalazione e il commento.


Vedi le sentenze