Per la libertà di movimento, per i diritti di cittadinanza

Anche un notevole periodo di assenza dall’Italia, se ben giustificato, può dar seguito alla permanenza del PdS UE per lungo soggiornanti

Il cittadino si era trattenuto nel paese di origine a causa di una grave patologia

Il cittadino, titolare di un permesso di soggiorno UE per lungo soggiornanti, si era trattenuto per 7 anni, dal 2016 al 2023, in territorio natìo (Ghana).

Al rientro in Italia, si era visto destinatario di un provvedimento ex art. 9 comma 7 T.U. Imm. di revoca del permesso di soggiorno di lungo periodo, per assenza dal territorio superiore a 12 mesi. Il motivo di tale prolungata assenza era dovuto a diverse ragioni: è stata inviata una memoria difensiva, dove si dava atto da una parte dell’insorgenza di una patologia, nel 2018 (diabete mellito tipo II, con sintomatologia via via crescente già prima del 2018) che impediva al cittadino ghanese di interrompere le immediate cure avviate in Ghana, e, successivamente, delle difficoltà legate dal periodo Covid nel viaggiare per raggiungere l’Italia. Il tutto veniva corredato da copiosa documentazione medica ghanese debitamente tradotta, ed anche dalla presa in carico da parte dell’Ospedale di Padova del ricorrente.

La Questura di Padova, quindi, disponeva comunque la revoca del permesso di soggiorno di lungo periodo, dando atto invece della possibilità di avanzare richiesta di un permesso per cure mediche.

L’Assistito ha però espressamente richiesto di impugnare la decisione, in quanto il permesso per cure mediche è un permesso decisamente deteriore rispetto a quello di lungo periodo, conseguito con fatica ed impegno.

Ho quindi proposto ricorso gerarchico al Prefetto e ricorso al Tar. L’udienza dinanzi al TAR Veneto veniva prevista per il 7.2.2024.

Prima dell’udienza, la Questura (da me continuamente interpellata anche per renderla edotta degli strumenti impugnatori di cui il mio Assistito si era avvalso), ha deciso di revocare il provvedimento con cui disponeva la revoca del permesso di soggiorno di lungo periodo, accogliendo quindi le doglianze difensive.

Anche un periodo notevolissimo di assenza, quindi, se ben giustificata, può dar seguito alla permanenza del titolo di soggiorno.

Si ringrazia l’Avv. Jeannette Baracco per la segnalazione e il commento.