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Annullato il rigetto per “matrimonio fittizio”: la Questura deve rilasciare la carta di soggiorno ai sensi dell’art.17 del D.lgs. 30/2007

Tribunale di Napoli, ordinanza del 15 aprile 2024

Foto di Andrew Itaga su Unsplash

La Questura di Caserta aveva rigettato l’istanza di carta di soggiorno allegando come motivazione la fittizietà del matrimonio, ovvero di matrimonio contratto al solo fine di consentire il soggiorno sul territorio dello stato. Nel provvedimento la PA aveva dedotto che il richiedente non aveva esercitato il diritto di accesso agli atti, né depositato memorie difensive per provare l’effettività del matrimonio.

Il Tribunale, viceversa, ha ritenuto di accogliere il ricorso ritenendo poco plausibile la contestata fittizietà del matrimonio risultando che la stessa Questura aveva rilasciato un primo permesso nel 2012 rinnovato fino al 2020. Il decreto di rigetto impugnato come detto veniva adottato per la fittizietà del matrimonio, senza contestare la sussistenza degli ulteriori requisiti, vincolando l’accertamento giurisdizionale strettamente alla motivazione del provvedimento amministrativo.

Il Tribunale non poteva quindi estendere la propria disamina a presupposti del rilascio/diniego del permesso non oggetto di valutazione da parte dell’amministrazione, non contestati e non devoluti dalle parti, pena la violazione del principio di cui all’art. 112 c.p.c. Il Tribunale ha ritenuto, quindi, provato il diritto del ricorrente al rilascio del permesso di soggiorno permanente per avere soggiornato legalmente in via continuativa per cinque anni consecutivi nel territorio nazionale unitamente al cittadino dell’Unione. Il Tribunale oltre ad accogliere il ricorso ha condannato alle spese parte resistente.  

Si ringrazia l’Avv. Stella Arena per la segnalazione e il commento.