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Edilizia pubblica – Per l’annullamento dell’assegnazione di alloggio è necessaria la consapevolezza della situazione di irregolarità

Consiglio di Stato, Sezione sesta, sentenza n. 4249 dell'8 maggio 2024

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Ph: Emanuela Zampa

Per l’annullamento dell’assegnazione di alloggio ERP è necessaria la volontà di occupare abusivamente l’immobile e la consapevolezza della situazione di irregolarità. Sussiste il potere del giudice amministrativo di valutare gli elementi emersi durante un procedimento penale a prescindere dal riconoscimento di un giudicato.

Con la sentenza in epigrafe il Consiglio di Stato ha affermato importanti principi in materia di annullamento dell’assegnazione di alloggio di Edilizia Residenziale Pubblica nonché di valorizzazione in chiave istruttoria della sentenza penale da parte del giudice amministrativo.

Nella fattispecie un/a cittadinә stranierә si è visto/a annullare l’assegnazione di alloggio di Edilizia Residenziale Pubblica per asserita pregressa occupazione senza titolo di un diverso immobile abitativo pubblico, unitamente ad altro nucleo familiare.

Il citato provvedimento di annullamento dell’assegnazione è stato oggetto di impugnazione avanti il T.A.R. competente per difetto di consapevolezza della condotta contestata. Quest’ultimo ha accolto il ricorso valorizzando il fatto che il giudice penale aveva in precedenza assolto il/la ricorrentә dall’imputazione di cui agli artt. 110, 633 e 639-bis c.p. “perché il fatto non costituisce reato”.

Avverso tale sentenza ha proposto appello il Comune interessato. L’amministrazione ha articolato l’unico motivo di impugnazione sostenendo, da un lato, la rilevanza della sola condizione obiettiva costituita dall’occupazione senza titolo e non dello stato soggettivo dell’occupante o il carattere doloso dell’occupazione stessa, dall’altro il carattere non vincolante della sentenza del giudice penale di proscioglimento nel giudizio amministrativo.

Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso in appello sulla base delle seguenti argomentazioni.

La normativa regionale in materia di requisiti soggettivi di accesso all’ERP esige che l’assegnatario “non sia stato occupante senza titolo di alloggi ERP negli ultimi 5 anni” (art. 8, comma 1, lettera i), del R.R. 10 febbraio 2004, n. 1; idem art. 7, comma 1, lettera g), del R.R. 4 agosto 2017 n. 4). Ai sensi dell’art. 24, comma 1, del R.R. n. 1/2004 “ai fini del presente regolamento si intende occupante senza titolo chiunque occupi un alloggio di ERP senza essere legittimato da un provvedimento di assegnazione o da altro atto della pubblica amministrazione”. Secondo i giudici di Palazzo Spada, “Fermo il dato per cui non spetta all’amministrazione indagare l’elemento soggettivo della condotta, nel caso in esame sono comunque emersi elementi atti ad escludere che possa dirsi integrata la causa di esclusione fatta valere dal Comune, la quale presuppone in ogni caso che il soggetto interessato sia consapevole della situazione di abusività dell’occupazione, dal momento che solo così interpretata si può giustificare l’effetto in senso lato sanzionatorio della stessa disposizione”.

Avuto riguardo alle ulteriori censure svolte dal Comune appellante, “deve precisarsi come tale esito non deriva dall’automatico recepimento della statuizione del Giudice penale, bensì dalla valorizzazione di tale pronunciamento alla stregua di un elemento istruttorio che il Giudice amministrativo ben può valorizzare. Invero, pur non sussistendo i presupposti di cui all’art. 654 c.p.p. per invocare l’autorità di giudicato nel presente giudizio della sentenza del giudice penale (cfr. Cons. Stato, sez. VI, 31 gennaio 2017, n. 407; Cons. Stato, sez. VI, 2 dicembre 2016, n. 5096), secondo i principi generali che presiedono alla valutazione delle risultanze istruttorie, enunciati dall’art. 116 c.p.c. e dall’art. 64 cod. proc. amm., deve ritenersi ben possibile valutare gli elementi emersi durante il procedimento penale, a prescindere dal riconoscimento di un giudicato facente stato nel presente giudizio (Cons. St. n. 825 del 2017 e Cons. St. n. 1833 del 2012)”.

Si ringrazia l’Avv. Lorenzo Chidini per la segnalazione e il commento.