Per la libertà di movimento, per i diritti di cittadinanza
/

Gli effetti collaterali del regime di frontiera

Recensione del libro «Confessioni di un trafficante di uomini»

di Martina Mutti 1

«Confessioni di un trafficante di uomini» di Andrea Di Nicola e Giampaolo Musumeci (ChiareLettere, 2019) è un’opera illuminante che svela i meccanismi occulti delle organizzazioni coinvolte nel traffico di persone migranti. Attraverso le testimonianze dirette di coloro che operano all’interno di questo sistema, gli autori ci presentano una prospettiva inedita su quella che definiscono “la più grande e la più spietata «agenzia di viaggi» al mondo”.

Il percorso investigativo intrapreso dagli autori ci guida dall’Europa dell’Est fino alle coste del Mediterraneo, rivelando una figura del trafficante molto più articolata e complessa di quella comunemente descritta dai media. I trafficanti, infatti, non sono piccoli criminali in cerca di guadagni marginali, ma veri e propri imprenditori operanti all’interno di una rete globale che sfrutta la necessità di spostamento delle persone cui è negata la possibilità di muoversi legalmente. 

“Dietro alle decine di migliaia di migranti che ogni anno arrivano in Europa c’è un’industria fatta di grandi professionisti del crimine, gente in doppiopetto, uomini d’affari il cui fatturato mondiale è secondo solo a quello della droga”
Andrea Di Nicola, Giampaolo Musumeci

La struttura narrativa del libro è efficace: i capitoli sono ben delineati, descrivendo sia gli elementi comuni che caratterizzano il traffico di persone migranti in generale, sia le specificità che contraddistinguono le diverse rotte – marittime, terrestri e aeree. Questo approccio fornisce una visione completa e dettagliata del sofisticato e flessibile network criminale sottostante. L’uso di un linguaggio tra il narrativo e il giornalismo d’inchiesta contribuisce a rendere le informazioni accessibili a un vasto pubblico, nonostante la complessità dell’argomento trattato.

Il libro non si limita a descrivere le organizzazioni retrostanti al traffico di migranti, ma stimola anche una riflessione critica sui sistemi legislativi e sulle politiche migratorie che, spesso, contribuiscono a perpetuare piuttosto che a risolvere questo sistema. In questo senso, «Confessioni di un trafficante di uomini» non è solo un reportage, ma un appello accorato a una maggiore consapevolezza e a un cambiamento strutturale nelle politiche di gestione dei flussi migratori.

È un’opera che provoca e spinge alla riflessione, offrendo una prospettiva preziosa su un mondo nascosto e silenzioso che spesso tendiamo ad ignorare.

Vedi anche:

  1. Ricercatrice di psicologia sociale in ambito migrazione con esperienza nell’accoglienza dei rifugiati e richiedenti asilo. Martina è redattrice di Radio Melting Pot