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Il mancato ottenimento del nulla osta non preclude una pronuncia dell’autorità consolare sulla domanda di visto

Tribunale di Roma, ordinanza del 27 marzo 2024

Ph: Governo.it - Ambasciata d'Italia ad Ankara

È quanto statuito dal Tribunale di Roma nel procedimento NRG 51006/2023, nell’ambito del quale l’Ambasciata di Ankara è stata condannata a rilasciare il visto per ricongiungimento familiare alla moglie e alla figlia del ricorrente, cittadino turco, regolarmente soggiornante in Italia in qualità di titolare di permesso di soggiorno per lavoro, pur essendo lo stesso privo del nulla osta della Prefettura competente.

Il ricorrente aveva avanzato la domanda di nulla osta nel 2021 senza mai ottenere riscontro alcuno da parte del SUI competente, nemmeno a fronte della richiesta di attivazione dei poteri sostitutivi all’Ispettorato Generale della Pubblica Amministrazione nel giugno 2023.

Il ricorrente aveva quindi presentato all’Ambasciata di Ankara istanza per il rilascio dei visti in favore della moglie e della figlia in applicazione dell’art. 6, co. 5 del D.p.r. 394/1999, rappresentando la grave situazione di vulnerabilità delle due donne, che, a seguito del terremoto del febbraio 2023, erano rimaste prive di una abitazione e costrette a vivere in una tenda della locale protezione civile. Tuttavia anche tale istanza aveva avuto esito negativo in quanto la rappresentanza consolare aveva evidenziato che, ai fini dell’ottenimento del visto, era necessario essere in possesso di un nullaosta.

La legale ha presentato ricorso ex art. 700 c.p.c., innanzi al Tribunale di Roma, che lo ha accolto interamente statuendo che “contrariamente a quanto sostenuto dall’Amministrazione resistente, il mancato ottenimento del nulla osta non precludeva una pronuncia dell’autorità consolare sulla domanda di visto, come chiaramente desumibile dall’art. 6 comma 5 d.p.r. 394/1999, il quale prevede che “le autorità consolari, ricevuto il nulla osta di cui al comma 4 ovvero, se sono trascorsi novanta giorni dalla domanda di nulla osta, ricevuta copia della stessa domanda e degli atti contrassegnati a norma del medesimo comma 4, rilasciano il visto d’ingresso […]”.Ciò detto, l’art.30 del D.lgs. 286/98 prevede che contro i provvedimenti dell’autorità amministrativa in materia di diritto all’unità familiare, l’interessato può proporre opposizione innanzi al giudice ordinario, rinviando alla disciplina dell’art. 20 D.lgs. n.150/2011; tale norma prevede espressamente al comma 3 che la pronuncia che accoglie il ricorso può disporre il rilascio del visto anche in assenza del nulla osta”.

Si ringrazia l’Avv. Luce Bonzano per la segnalazione e il commento.