Per la libertà di movimento, per i diritti di cittadinanza

La Questura non deve ostacolare la formalizzazione della domanda di asilo

Tribunale di Milano, ordinanza del 26 marzo 2024

Ph: Gian Andrea Franchi

Il Tribunale di Milano ha accolto il ricorso ex art. 700 volto ad accertare il diritto del ricorrente a formalizzare domanda di protezione internazionale e ad ordinare alla Questura la fissazione di un appuntamento per i relativi incombenti.

Il cittadino bengalese aveva a suo tempo manifestato la volontà di richiedere protezione. In sede di formalizzazione gli era stato invece notificato provvedimento di espulsione e ordine di allontanamento (aveva indicato sul foglio notizie di aver lasciato il Bangladesh per motivi economici).

Altro collega aveva provveduto ad impugnare l’espulsione che però veniva confermata dal GdP di Monza. 

Essendo spirato anche il termine per ricorrere in Cassazione si è potuto solo insistere con la Questura perché gli venisse comunque fissato un appuntamento per la formalizzazione. Totale inerzia da parte di quest’ultima (come sempre del resto).

Il Giudice ribadisce che la valutazione della domanda di protezione è di esclusiva competenza della commissione territoriale (e non della Questura) e “stigmatizza” l’utilizzo di questi “fogli notizie”. “Il foglio notizie del 16 marzo 2023, alla stregua del quale il Ministero ritiene che il ricorrente non abbia inteso formalizzare la domanda è costituito da un modulo prestampato nel quale non è neppure indicata tale facoltà e che l’osservazione secondo la quale egli ha indicato come motivi della partenza dal paese d’origine problemi economici non poteva certo essere valutata dalla Questura come tale da far venire meno l’originaria intenzione di presentare la domanda di protezione internazionale”.

Anzi, la sola presenza in Questura il giorno dell’appuntamento mostrava chiaramente la sua intenzione di dare corso alla formalizzazione.

Il Giudice ha inoltre condannato il Ministero alle spese e compensi del procedimento.

Si ringrazia l’avv. Michele Pizzi per la segnalazione e il commento.