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Conversione del permesso per protezione speciale in lavoro: messa la parola fine alle prassi illegittime

Il Forum Per Cambiare l’Ordine delle Cose: «Un anno per sancire l'ovvio»

Ph: Melting Pot Europa

La campagna #paradossiallitaliana del Forum Per Cambiare l’Ordine delle Cose ha sottolineato diverse volte la prassi illegittima portata avanti nelle Questure che rifiutano la possibilità ai titolari di protezione speciale di convertire il proprio permesso di soggiorno a seguito della cattiva interpretazione della norma da parte del Dipartimento di Pubblica Sicurezza, con la Circolare interpretativa n. 0050432.

«E’ una prassi che abbiamo più volte denunciato, sia pubblicamente che attraverso interpellanze parlamentari e una nota tecnica inviata al Ministero, fornendo strumenti pratici per contrastare questo orientamento illegittimo», scrive il Forum, aggiungendo come «questa prassi abbia causato gravissimi danni alle persone migranti, che si sono viste rifiutare la conversione e sono state cacciate dagli uffici immigrazione, costrette a restare nella precarietà della protezione speciale, con la paura e il forte rischio di perdere la regolarità del soggiorno: ad essere violati non sono stati soltanto i diritti, ma anche la dignità delle persone».

Finalmente, dopo oltre un anno, l’Avvocatura Generale dello Stato chiarisce questa errata interpretazione: infatti il 31 maggio 2024 il Dipartimento di Pubblica Sicurezza, su parere dell’Avvocatura, ha emesso una nuova Circolare interpretativa – la n. 0049449 – nella quale viene concessa la possibilità di conversione ai permessi di soggiorno per protezione speciale in lavoro («si tratta – chiarisce il Forum -, per ora, della conversione nei casi in cui la protezione sia stata riconosciuta con richiesta presentata prima dell’entrata in vigore della legge 50/23, ovvero prima del 5 maggio 23; oppure delle richieste riconosciute dal decreto della Commissione Territoriale o da sentenza del Tribunale, anche successive al 5 maggio»).

«Il Ministero dell’Interno, eliminando la possibilità di conversione di questo permesso, ha costretto non solo le persone a restare intrappolate nella procedura di protezione intasando il canale dell’asilo, ma anche ha reso precari i titoli di soggiorno, producendo decine di azioni legali e dunque spreco di denaro pubblico», prosegue il Forum.

Anche perché – fanno notare – che l’orientamento della giurisprudenza è chiaro e consolidato nel dichiarare illegittime tali prassi e concedere, dunque, la conversione dei permessi per protezione speciale. 

«Naturalmente questa battaglia non è ancora terminata: la legge 50/23 ha reso in-convertibili i permessi di soggiorno “straordinari” e non rinnovabili (se non per una sola volta per la durata di un anno) né convertibili i nuovi permessi per protezione speciale. Dobbiamo quindi continuare a batterci per ribaltare questo pessimo principio, in nome del diritto all’inclusione sociale e lavorativa delle persone migranti», conclude il Forum Per Cambiare l’Ordine delle Cose.

Raccolta delle decisioni dei T.A.R. segnalati dalla rete legale