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Inevitabile oggi l’ingresso clandestino in Italia

Tratto da Redattore sociale

23 ottobre 2003

Da una parte ci sono i tempi troppo lunghi per ottenere un permesso di soggiorno: i datori di lavoro non possono permettersi di aspettare così tanto quando cercano manodopera. Dall’altra parte ci sono persone con l’urgenza di trovare una qualche forma di reddito che permetta di sfuggire dalla miseria. Risultato: si aggira la legge, perché questa fa di tutto per non facilitare l’incontro fra domanda e offerta di lavoro". Parola del veronese Carlo Melegari, direttore del Centro Studi Immigrazione di Verona, che da tredici anni studia l’immigrazione e che conosce bene la realtà dell’immigrazione clandestina.

La mega-inchiesta della squadra mobile di Verona che ha sgominato una organizzazione internazionale composta da italiani, ghanesi e senegalesi, (47 persone arrestate in 9 regioni italiane), mette in luce ancora una volta gli affari che girano attorno ai clandestini che arrivano in Italia in cerca di fortuna. "Superare gli impedimenti di legge - continua Melegari - conviene a tutte e due le parti. Il fenomeno degli stranieri irregolarmente in Italia nasce da questo, tanto più che c’è sempre la speranza di qualche sanatoria". Tutto questo finisce con l’essere funzionale a chi nelle organizzazioni malavitose sfrutta questo bisogno di ingresso producendo carte false, facilitando i passaggi alle frontiere, rendendo possibile l’arrivo in Italia in cambio di lauti guadagni. L’inasprimento delle pene previste dalla legge per questo tipo di reati è inoltre irrilevante rispetto alla mole dei guadagni, tanto più che è molto difficile riuscire a provare il coinvolgimento in questi traffici come schiavisti, per i quali la legge è invece molto severa. "I modi per entrare clandestinamente in Italia sono moltissimi - spiega il direttore del Cestim - per questo affermare che la clandestinità è diminuita perché sono diminuiti gli sbarchi non vuol dire proprio niente". E non ci sarebbero grandi differenze fra la legge Turco-Napolitano, del centrosinistra, e l’attuale Bossi-Fini del centrodestra. "La ragione vera - sostiene Melegari - va infatti ricercata nella proceduta macchinosa. Anche il metodo delle quote non ha mai funzionato, anzi, ha comportato sempre grosse difficoltà". Al posto delle quote Melegari vede bene, in un sistema globalizzato come quello attuale, la libera circolazione delle persone.

"E’ assurdo - commenta - che merci e capitali possano circolare senza restrizioni e che le persone non possano farlo. Questo non significa trasferimento senza controlli, ma che la circolazione può avvenire con regole ragionevoli. La circolazione stradale funziona perché ci sono norme ragionevoli da rispettare, ma cosa accadrebbe se i semafori rossi invece di durare un minuto durassero mezz’ora? Tutti passerebbero con il rosso. Con l’immigrazione accade la stessa cosa. Paradossalmente risulta molto più facile uscire da un Paese quando si è entrati legalmente che quando si è entrati illegalmente. Infatti se una persona per arrivare in Italia illegalmente si è indebitata, dovrà rimanere qui alla mercé dei suoi sfruttatori finché non ha pagato tutti i suoi debiti".