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In Italia senza cognome

La denuncia di un indiano emigrato nel 2001

dal Messaggero Veneto del 17 aprile 2007

17 aprile 2007

Mortegliano. In tutti i documenti è registrato con il solo nome di battesimo.

Mortegliano (UD). In Italia è senza cognome, tutti i documenti che gli sono stati rilasciati gli riconoscono solo il nome di battesimo, ma Mansaram, nato a Burkot una località dell’India settentrionale il 5 luglio del 1973, giura di avere un cognome: Jogiyal; e vuole che gli venga finalmente attribuito.
«Sono arrivato in Italia nel 2005 - spiega Mansaram che vive a Mortegliano in via Udine – nel comune di Mortegliano era già arrivato mio cognato e aveva trovato una buona sistemazione – aggiunge in un italiano maccheronico – quando ho fatto i documenti per espatriare in India mi hanno emesso un passaporto sul quale era indicato il nome di battesimo, ma non il cognome». Non si è fatto tante domande a quel tempo e, pur di partire ha preso quei documenti e ha varcato la frontiera e, sembrerà strano, ma al controllo a Milano Malpensa è filato tutto liscio. poi però sono cominciati i problemi. «Da allora ho trovato lavoro in una cooperativa dove faccio l’operaio» racconta Mansaran, una laurea in ecologia ambientale in tasca, si è adattato anche a fare un lavoro manuale e non si lamenta «ma per tutti i documenti ufficiali resto senza cognome» riferisce preoccupato l’indiano. In effetti a scorrere i documenti in suo possesso non si ricavano molte informazioni: la cara d’identità ha una sbarra alla voce “cognome”, il codice fiscale gli è stato calcolato riproducendo per due volte il nome di battesimo, mentre sul permesso di soggiorno che scadrà nell’ottobre 2008 per gli stranieri la voce ufficiale è “senza cognome”, su ogni documento la sua firma, dopo una crocetta è tristemente limitata alla voce “Mansaram”. E lui è preoccupato per la fine che possono fare i contributi versati per il lavoro, le tasse, per il rinnovo del permesso e per il suo futuro in Italia. «Vi assicuro che io un cognome ce l’ho – giura – ho chiesto a un giornale indiano di pubblicare la mia storia, voglio fare altrettanto in Italia, poi andrò all’ambasciata indiana a Milano e chiederò che mi venga riconosciuto così potrò firmare per intero.
(a.c.)