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Regolarizzazione - La coesistenza di espulsione e denuncia ne precludono l’esito positivo?

24 settembre 2003

Ricorro alla vostra esperienza che più volte mi è stata utile per consigliare ed aiutare cittadini alle prese con problemi di permanenza e lavoro nel nostro territorio. Un cittadino extracomunitario, avendo presentato domanda di regolarizzazione nel 2002, si è visto respingere l’istanza in quanto risultava già destinatario di provvedimento di espulsione mediante accompagnamento alla frontiera.
Il provvedimento non è mai stato eseguito coattivamente. E’ stato il destinatario del provvedimento che, a distanza di due anni dalla notifica, si è presentato alla frontiera e si è fatto espellere. Subito dopo, il ragazzo è rientrato (clandestinamente) ed ha presentato istanza di regolarizzazione ex legge 222/2002.
Esaminando il testo della 222/2002 il rigetto dell’istanza è corretto in quanto l’ipotesi è contemplata dall’art.8.
Secondo la Scheda Pratica dell’8 maggio 2003 "Valutazione delle più rilevanti fattispecie penali ai fini dell’eventuale preclusione alla regolarizzazione", le contravvenzioni (ivi compresa la permanenza nel territorio dello Stato italiano in violazione dell’art. 13 comma 13 del t.u. sull’immigrazione) non precluderebbero la regolarizzazione.
Potete aiutarmi a sbrogliare questo dubbio?

Purtroppo, la coesistenza dell’espulsione con la denuncia di un qualsiasi reato (anche di quelli “non ostativi” di cui all’elenco citato) eslcude testualmente la possibilità di regolarizzazione. Peraltro, anche a prescindere dalle denunce suddette, il solo fatto che lo straniero sia stato espulso con accompagnamento coatto o che comunque abbia lasciato il territorio (anche spontaneamente) di per sé esclude testualmente la regolarizzazione, come si può verificare dalla lettura della L.222/02.