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Gorizia - Iniziato il processo per il blocco della Cooperativa Minerva

31 ottobre 2007

E iniziato martedì 30 ottobre il processo agli oltre cinquanta antirazzisti che il 1° febbraio 2006, insieme ad altre cento persone bloccarono per un intero giorno l’attività della cooperativa Minerva di Gorizia, ente gestore del CPT di Gradisca d’Isonzo.

In mezzo al folto gruppo di manifestanti, che dalle prime ore dell’alba fino al pomeriggio presidiarono con un picchetto l’unico ingresso alla cooperativa, sono state individuate persone di "spicco" dell’associazione Razzismo Stop e dei Centri Sociali del Nordest , a questa cinquantina di persone, suddivise in due tronconi di indagini, sono stati attribuiti svariati reati, tra cui danneggiamento, violenza privata e violazione di domicilio.
L’azione del 1 febbraio aveva acceso un ampio dibattito in tutta la Regione e oltre al presidente della Minerva Adriano Rucchini che denunciava 30 mila euro di danni, addirittura il presidente della Regione Illy era intervenuto in maniera decisa e repentina per condannare il picchetto ed esprimere piena solidarietà alla Minerva, tra l’altro rilasciando dichiarazioni pesanti sulla violenta gravità del gesto.
Nelle settimane seguenti, infatti, svariate perquisizioni e fogli di via come quello notificato a Luca Casarini avevano colpito gli imputati, che oggi a sorpresa sono stati prosciolti in massa dalle accuse attribuitegli dalla digos Goriziana.

Il Giudice ha ritenuto vaghe e infondate le accuse attribuite ai manifestanti e ha prosciolto gran parte degli imputati.
Resta ancora da chiarire la posizione di due manifestanti su cui ci sarebbe l’ipotesi di danneggiamento aggravato, e tutto verrà discusso nell’udienza fissata per maggio 2008.
Soddisfazione da parte dei legali, che comunque erano già pronti ad entrare nel merito delle grossolane accuse, che il giudice stesso non ha preso in considerazione.
Soddisfazione anche da parte dei manifestanti che hanno sempre sostenuto come l’iniziativa del 1° febbraio fosse un picchetto di boicottaggio e protesta e non vandalismo fine a se stesso.

L’Associazione Razzismo Stop ed i Centri sociali del nordest commentano così con un comunicato stampa: "Come ci insegna la storia del movimento operaio il picchetto è sempre stato uno strumento di lotta mirato all’ottenimento di migliori condizioni di vita e di lavoro, e con rivendicazioni precise e circostanziate; Minerva, con la sua scelta di gestire il Cpt ha deciso di peggiorare le condizioni di vita e di lavoro non solo dei migranti ma di un intero territorio quindi il picchetto non viene più dai lavoratori dentro l’azienda ma da chi fuori resiste al razzismo, alla repressione e ai Cpt, oltre che all’imbarbarimento del lavoro cooperativo".