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Decreto sicurezza - L’attribuzione delle competenze al Giudice Ordinario

Conseguenze e incongruenze

a cura dell’ Avv. Luigi L. Caforio

11 gennaio 2008

Avv. Luigi L. Caforio per la segnalazione

Gentile redazione,
sono un avvocato specializzato in materia di immigrazione a seguito di
partecipazione al corso di formazione tenuto dall’associazione
AltroDiritto di Firenze nel 2005 presso i locali del Tribunale di Prato
e svolgo da oltre due anni patrocinio a favore dei cittadini stranieri
anche in materia di asilo politico.
Tra le tante incongruenze contenute nel nuovo decreto sicurezza vi è
senz’altro il non aver considerato in maniera corretta le conseguenze
dell’attribuzione delle competenze in materia di convalida di espulsione
al tribunale ordinario in composizione monocratica come da articoli 1 e
2 del suddetto decreto.
Occorre, infatti, evidenziare che in presenza della competenza del
Giudice di Pace in materia di convalida dell’espulsione esistevano le
liste dei difensori d’ufficio, tenute, come le liste dei difensori
d’ufficio in materia penale e del tribunale dei minorenni, da ogni
consiglio dell’Ordine degli Avvocati territorialmente competenti.
Orbene, l’attribuzione tout-court al tribunale ordinario monocratico ha
determinato l’eliminazione delle liste dei difensori d’ufficio in
materia di convalida di espulsione in quanto assorbite dalle liste dei
difensori d’ufficio in materia penale.
Come oramai è riconosciuto dagli studiosi del settori, oltre che dagli
operatori pratici specializzati in materia, il diritto dei migranti non
può essere considerato una branca del diritto penale, in quanto in esso
rientrano istituti di diritto sia penale, che civile, che amministrativo
e comunque la normativa in materia di immigrazione ha tutta una sua
specificità.
Non che il sistema precedente fosse perfetto, tuttaltro, ma almeno vi
era un minimo controllo, anche se generico, da parte del Consiglio
dell’Ordine per la predisposizione delle liste per i difensori d’ufficio
dinanzi al Giudice di Pace.

Sarebbe del tutto auspicabile che durante l’iter di conversione in legge
di detto decreto venga considerata questa specificità che va individuata
nella tutela piena del cittadino straniero che si vede privato di un
diritto fondamentale quale quello della libera circolazione, attraverso
la istituzione di apposite liste di difensori d’ufficio in materia di
immigrazione, come avviene per il diritto dei minori. Sarebbe d’altra
parte auspicabile che la magistratura si facesse carico
dell’aggiornamento e dell’approfondimento di questa materia che
richiederebbe maggiore attenzione e sensibilità.

Cordiali saluti

Avv. Luigi L. Caforio