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Teolo si fa avanti: «Fatelo sul monte Venda»

da Il Mattino di Padova del 26 giugno 2008

26 giugno 2008

Il sindaco di Teolo, Lino Ravazzolo, candida l’ex base operativa dell’Aeronautica militare sul monte Venda, abbandonata fin dall’inizio del 2001 (da quando attrezzature e personale sono stati trasferiti nel Ferrarese), ad ospitare il Centro di identificazione ed espulsione per immigrati previsto nel piano del Governo nel Veneto.

«Il problema di accogliere queste strutture dove custodire gli immigrati clandestini in attesa dell’espulsione - commenta il primo cittadino di Teolo - sta diventando per certi versi simile a quello delle discariche in Campania: tutti pretendono che i rifiuti vengano tolti dalle strade di Napoli e dintorni, ma nessuno si rende disponibile a fornire le aree dove trattarli. Non vorrei che anche su questi centri ci facessimo prendere da quella che in America hanno battezzato come sindrome di Nimby: non nel mio giardino. E’ ora di finirla di chiedere che il problema degli immigrati clandestini venga risolto per poi mettersi di traverso quando è ora di affrontarlo. Come sindaco mi sento in dovere di offrire al Governo una soluzione. L’ex base 1º Roc sul Venda con alcune modifiche potrebbe diventare un sito idoneo dove collocare questa struttura». La sommità del colle, però, è territorio di quattro comuni: Teolo, Vo’, Cinto e Galzignano.

Per arrivare alla soluzione dovrebbero essere d’accordo tutti, anche se in casi come questo le decisioni di solito arrivano dall’alto. «Parlo ovviamente per il mio comune, che da questa operazione potrebbe anche trarre qualche vantaggio economico per la comunità - aggiunge Ravazzolo - Vorrei inoltre evidenziare che da anni l’ex base del Venda, che si trova all’interno di un’area protetta di grande pregio ambientale, è in preda al più totale degrado. Di soluzioni per recuperarla con finalità diverse da quelle del passato finora ne sono state pensate tante, ma nessuna ha avuto successo e l’area è ancora in vendita.

Non è vero, come molti in questi giorni sostengono, che un Cie porta insicurezza per la popolazione. Anzi, i più sicuri saranno proprio quelli che avranno le abitazioni a ridosso. Bologna, dov’è attivo quello che fino a poco fa si chiamava Cpt, insegna. L’area intorno alla struttura è tra le più sicure dell’intera provincia».