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Cpt in Veneto: non chiedetevi dove sarà fatto, ma se riusciranno a farlo!

Comunicato stampa Veneto libero dai Cpt

30 giugno 2008

C’è grande attenzione in queste settimane intorno all’individuazione del sito in cui il nuovo governo "tenterà" di costruire il Cpt (oggi Centro di espulsione ed identificazione) annunciato per il Veneto dal Ministro Maroni.
Usiamo il termine "tenterà", perché non dovete chiedervi dove verrà fatto, quale sia il sito più idoneo o la zona logisticamente più adatta.
La domanda è, se e come riusciranno a costruire un Cpt nel nostro territorio. Perché se il nuovo corso del governo delle migrazioni ha scelto di istituire un Cpt in ogni regione, qui, nel Veneto, questo non avverrà senza fare i conti con il rifiuto, la resistenza e la difesa della dignità della nostra terra.

La lotta contro i Cpt è patrimonio dei movimenti. Era il 1998 quando abbiamo cominciato il boicottaggio, il sabotaggio, la disobbedienza ed il rifiuto contro la costruzione dei centri di permanenza temporanea. Da allora molto è cambiato.
Oggi, il sistema di confinamento è diventato il centro delle politiche di governo della mobilità, in tutta Europa. Il confinamento, la detenzione, come minacce sempre presenti nella vita dei migranti.
Ciò che invece è rimasto immutato sono la violenza e le vessazioni che l’internamento in queste strutture porta con sé. Le morti di Modena e Torino, i pestaggi, le rivolte spente a colpi di cariche e lacrimogeni, la continua violazione dei diritti che li caratterizza, denunciata in più occasioni da diverse organizzazioni internazionali e dalla stessa commissione per le libertà civili e la giustizia dell’UE, sono qui a confermarci come le brutalità ei soprusi, nei cpt, siano fatti strutturali.

Non possiamo permettere che avvenga nel nostro territorio!

L’Europa, con la direttiva rimpatri recentemente approvata, ha scelto di governare le migrazioni con il ricatto dell’internamento, allungando i tempi di detenzione a 18 mesi, prevedendo il trattenimento anche per i minori, dando il via libera alle espulsioni verso paesi nei quali sistematicamente vengono violati i diritti della persona. Il governo italiano impegnato in una vergognosa schedatura dei bimbi rom, vuole moltiplicare i centri di detenzione in previsione dell’approvazione del pacchetto sicurezza che contiene il reato di ingresso irregolare e numerose restrizioni alle possibilità di ingresso autorizzato.

Per questo oggi, l’indignazione che ci ha sempre mosso contro l’esistenza dei cpt riprende vigore.

Facciamo appello a tutti affinché la mobilitazione ed il rifiuto verso i vecchi ed i nuovi centri si rimetta in moto in ogni luogo.

Qui, nel Veneto in cui si discute come e dove internare i migranti senza permesso, al Porto di Venezia si muore nel tentativo di raggiungere un futuro insperato e nelle fabbriche, nei cantieri, nelle cooperativa come nel lavoro di cura, continua incessante lo sfruttamento sotto ricatto degli “irregolari”. Intanto, i militanti dello stesso partito del Ministro dell’Interno continuano a seminare odio e razzismo.

Davanti a tutto questo sappiamo che insieme a noi molti avranno il coraggio, in ogni città, in ogni provincia, in tutta Europa, in ogni luogo, di opporsi alla costruzione di queste galere etniche, fin da subito. Per mettere i centri di detenzione temporanea al centro di una mobilitazione permanente.

Per la dignità di questa terra.
Paroni a casa nostra, Maroni a casa sua

Contro vecchi e nuovi Cpt
Né in Veneto né altrove

Veneto libero dai Cpt