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Parma – Iscritti nel registro degli indagati i responsabili del pestaggio di Emmanuel

Dopo più di un mese le prime ammissioni.Calunnia, ingiuria, percosse aggravate, abuso di potere e falso ideologico. Queste le accuse

11 novembre 2008

In nome della sicurezza i sindaci hanno chiesto carta bianca sull’ordine pubblico.
In nome della sicurezza il Parlamento sta approvando modifiche alla legge sull’immigrazione che legittimano i pogrom di Ponticelli e le ronde della lega.

E in nome della sicurezza si commettono abusi.
L’amministrazione inizia ad ammettere qualche responsabilità, dopo più di un mese dalle gravi denunce di Emmanuel, lo studente ghanese fermato, picchiato, condotto presso il comando della Polizia municipale e lì di nuovo picchiato e offeso con insulti razzisti.
Dopo più di un mese finalmente arriva la notizia che quel corpo speciale, che agiva in borghese, di cui abbiamo raccontato gli innumerevoli discussi interventi e reso famoso dalle denunce dello studente, è stato sciolto e le persone coinvolte nell’indagine sono state destinate ad altri incarichi, di tipo amministrativo.

La procura della Repubblica ha aperto un’indagine che coinvolge dieci agenti del corpo della Polizia Municipale che, con diversi gradi di responsabilità sono implicati nel pestaggio di Emmanuel e nei successivi tentativi di coprire la vicenda. Nei fascicoli contenenti i capi di imputazione si racconta come Emmanuel sia stato prima, senza neppure identificarsi come agenti, inseguito e minacciato con armi da fuoco, successivamente, in diversi momenti, picchiato, schiaffeggiato e preso a pugni e calci, nonchè costretto ad effettuare piegamenti durante la permanenza in cella. Ed infine costretto e minacciato al fine di fargli firmare le dichiarazioni di colpevolezza con la forza.

Il sindaco Vignali è tornato a riferire in Consiglio Comunale sulla vicenda, ammettendo le prime responsabilità e annunciando, a seguito dell’inchiesta interna condotta dalla Polizia municipale, sanzioni disciplinari, censure e trasferimenti per i vigili coinvolti. L’indagine interna deve essere giunta ad un secondo capitolo, poiché il primo, portato all’attenzione dei consiglieri e della città durante lo scorso Consiglio aveva respinto tutte le accuse e le responsabilità, spingendo così alla protesta gli studenti ed i collettivi presenti in sala, minacciati di denunce che sembrano in arrivo.

Il castello accusatorio contro Emmanuel, lo ricordiamo, reggeva sull’accusa di spaccio di droga e le modalità di arresto erano state giustificate con la resistenza.
Entrambe le accuse sono state nettamente smentite dalle indagini della Procura di Parma e ora a rimanere sotto i riflettori rimangono i vigili, ma soprattutto chi, quel corpo speciale, lo ha voluto in nome della sicurezza e lo ha destinato ad operazioni speciali di controllo del territorio e dell’ordine pubblico: l’assessore Monteverdi e il sindaco Vignali, che, enfatizzano i giornali, non hanno neppure presentato le proprie scuse al ragazzo – che in seguito al pestaggio ha subito anche un intervento chirurgico – e alla famiglia.
Scuse peraltro insufficienti.
La gravità dei fatti richiede le dimissioni di sindaco ed assessore, come ha scandito con forza la manifestazione organizzata subito dopo la denuncia di Emmanuel.

Ma l’amministrazione non ammette nessuna responsabilità a livello politico ed il trasferimento dei vigili – spiega il sindaco – è volto a “tutelare l’immagine del Corpo della Polizia Municipale che ogni giorno si impegna per la sicurezza di tutti”.
Ma chi tutela i nostri corpi?

Elisabetta Ferri, progetto Melting pot