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Cancellato il divieto di segnalazione - Il Senato trasforma i medici in spie

Approvato l’emendamento che sopprime le garanzie dell’art 35

5 febbraio 2009

Secondo il Senato della Repubblica italiana, dall’entrata in vigore delle norme contenute nel disegno di legge 733 - il pacchetto sicurezza - i medici ed il personale ospedaliero potranno segnalare gli stranieri non in posesso del permesso di soggiorno che si rechino presso le strutture sanitarie per ricevere le cure urgenti, indifferibili, ma anche indispensabili.

Non si potrà, ovvio, rifiutare di curare i pazienti, ma c’è un neppure tanto celato invito a segnalare all’autorità competente le situazioni di irregolarità al fine dell’adozione di provvedimenti di espulsione.

L’emendamento non è chiaro, si sopprime il divieto di segnalazione ma, con l’introduzione del reato di ingresso e soggiorno irregolare, rischia di produrre un vorticoso obbligo. Fino all’approvazione del ddl 733, la condizione di irregolarità era una violazione amministrativa, diventando invece un reato a tutti gli effetti, rischia, prefigurandosi come fattispecie di reato, di rendere obbligatoria la segnalazione alle autorità competenti.
Tale interpretazione sembra però essere positivamente smentita dalla previsione di una sanzione amministrativa (multa da 5.000 a 10.000 euro) a fronte del reato di ingresso e soggiorno irregolare, non configurandolo quindi come un vero e proprio delitto.

L’art. 35 del T.U. sull’immigrazione prevedeva (o meglio, fino alla definitiva approvazione del ddl 733 ancora prevede) il divieto di segnalazione da parte del personale sanitario degli irregolari.
Si tratta di una norma concepita per evitare che l’eventuale timore di essere segnalati alle autorità di Polizia, potesse inibire i migranti irregolari a rivolgersi alle strutture ospedaliere.

I medici di tutte le associazioni di categoria si sono più volte espressi in maniera fortemente contraria a questa modifica del TU che, dicono, si scontra evidentemente con i principi deontologici della professione.

Ma la stessa soppressione di questo divieto, oltre ad avere ripercussioni sulla vita dei migranti irregolari, non mancherà di rendere tutti noi più insicuri.
Malattie non curate, patologie affrontate solo in stato avanzato, rischiano di avere risvolti pericolosi anche sulla salute pubblica generale ed inoltre graveranno in termini di costi ancor di più sul Servizio Sanitario Nazionale.

Ai Medici ed il personale ospedaliero è richiesto di essere spie, alle strutture sanitarie di diventare sistemi di polizia, a loro rivolgiamo un appello: praticate l’obiezione di coscienza, disobbedite a questa norma!

Nicola Grigion, Progetto Melting Pot Europa

Vedi anche:
- Non siamo spie - Il mondo della sanità contro la soppressione del divieto di segnalazione
- Lettera aperta di Raffaella Ravinetto, Presidente di Medici Senza Frontiere Italia
- Divieto di segnalazione - Siamo medici ed infermieri, non siamo spie