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Protesta per la trasmissione radio anch’io del 12 marzo con l’intervento del ministro Maroni

di Fulvio Vassallo Paleologo, Università di Palermo

12 marzo 2009

Non esprimo rammarico per non avere avuto la possibilità di intervenire durante la trasmissione Radio anch’io di oggi 12 marzo, è normale che succeda con tante richieste su un tema tanto controverso.

Protesto per la possibilità data al ministro di diffondere propaganda a senso unico, come la bufala dei due milioni di clandestini che dalla Libia arriveranno in Italia. Si tratta in realtà di un allarme lanciato da anni, anche da Pisanu quando era ministro. In realtà gli arrivi da sud, via mare, sono solo poche decine di migliaia all’anno, raddoppiati rispetto al periodo del governo Prodi, ma sempre il 5 per cento di tutti gli ingressi irregolari. E l’allarme è stato rilanciato a martello da tutti i Giornali radio successivi alla trasmissione, in modo da convincere gli italiani dell’ennesimo pericolo che incombe sulle loro teste, per distrarli, oltre che dalla crisi, dai tanti fallimenti che il governo sta registrando anche sul fronte delle politiche migratorie. Fallimenti che non possono essere coperti neppure da “clamorose” operazioni di polizia. L’azione di contrasto dell’immigrazione irregolare sarebbe certo più efficace se si consentisse una applicazione estesa dell’art. 18 del testo Unico sull’immigrazione che consente il rilascio di un permesso di soggiorno per protezione sociale a coloro che denunciano i trafficanti. Una possibilità che viene concessa sempre più di rado anche alle donne vittime del traffico della prostituzione.

Anche i richiami del ministro alla direttiva comunitari sui rimpatri, che consente il prolungamento dei tempi della detenzione amministrativa, erano distorcenti. La direttiva non si limita a consentire il prolungamento dei termini di durata della detenzione amministrativa, ma introduce principi di garanzia che sono ben lontani dalle scelte del governo italiano. Ognuno fa il suo mestiere, si comprende, ma almeno dovrebbe essere garantito il contraddittorio, e non sembra proprio che le giuste proteste degli immigrati che lamentavano in trasmissione i ritardi burocratici delle Questure e delle Prefetture, costituivano un qualche contraddittorio rispetto alle affermazioni del ministro. Solo nel caso della segnalazione da parte dei medici degli immigrati irregolari, e sul divieto di iscrizione anagrafica dei figli di irregolari, sono emerse opinioni di dissenso alle quali il ministro non ha saputo replicare.

In sostanza, come la trasmissione era montata, si consentiva al ministro di fare le sue affermazioni su Lampedusa o sui rapporti con l’Europa, alla vigilia della visita del Commissario dell’Unione Europea Barrot a Lampedusa, senza un
contraddittorio effettivo sulle questioni che riguardavano il contrasto
dell’immigrazione clandestina e Lampedusa, cancellando la questione
dei richiedenti asilo.

I fatti smentiranno le montature dell’informazione e le affermazioni di Maroni, e non saranno certo le sei motovedette, che Berlusconi sta cedendo alla Libia, che fermeranno il flusso di clandestini verso Lampedusa, uomini, donne, bambini, costretti a ricorrere alle organizzazioni criminali dal proibizionismo adottato da
questo governo nei confronti delle migrazioni regolari, e dalla chiusura nei confronti dei richiedenti asilo in fuga da guerre e da persecuzioni etniche. Esistono anche loro, non si potranno cancellare per decreto legge e neppure con gli accordi di riammissione o con i pattugliamenti congiunti. Coloro che sbarcano a Lampedusa non sono tutti "clandestini che vengono in Italia per delinquere”.

I rimpatri diretti da Lampedusa verso i paesi di transito sono una favola, anche
perchè dalla Libia non arrivano certo immigrati libici, ma in maggioranza potenziali richiedenti asilo. E con la Tunisia staremo a vedere se saranno di più i rimpatri, con le nuove normative, o gli sbarchi di migranti economici che comunque arriveranno perchè richiamati dal nostro mercato del lavoro, in agricoltura soprattutto. Presto
faremo i primi bilanci e vedremo chi ha venduto fumo.

Per il resto rimane di augurarsi che la magistratura faccia chiarezza sulle
omissioni e sulle irregolarità nella gestione dei CIE di Lampedusa.
L’idea di trattenere tutti i migranti irregolari che arrivano a
Lampedusa è impraticabile come i fatti hanno già dimostrato. La
decisione di Maroni ha solo distrutto un sistema di accoglienza che era
stato frutto del lavoro di due anni. E speriamo che la mancanza delle
norme di sicurezza non comporti vittime, di fronte al prevedibile
intensificarsi degli arrivi a Lampedusa. Il prolungamento dei tempi di
detenzione renderà ingestibili i CIE. La stretta repressiva, produrrà
solo effetti criminogeni.
Oggi queste cose non si possono dire alla radio pubblica, domani i cittadini italiani le scopriranno sulla loro pelle.