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Protesta dei medici - Un coro unanime: non approvatelo!

Per il "noi non segnaliamo day" presidi ed iniziative in tutte le regioni

17 marzo 2009

E’ andato in scena in oltre venti città italiane. In tutte le regioni un presidio, un’iniziativa, un sit-in o un banchetto per esprimere a gran voce la contrarietà di tutto il mondo della sanità alla soppressione del divieto di segnalazione prevista dal ddl 733 già approvato dal Senato ed ora al vaglio della Camera.

Il coro unanime è quello che arriva dai medici, dagli infermieri, da tutti gli operatori della sanità, ma anche da larga parte dell’associazionismo e della cittadinanza intera.

"Non si tratta di una questione che riguarda un semplicemente un diritto negato ai migranti senza regolare permesso di soggiorno, ma di un provvedimento che mette in pericolo la salute di tutti, alla faccia della sicurezza" - dicono da più parti i manifestanti.

Padova
A Padova il sit-in organizzato da molte associazioni (che ha visto l’adesione anche del Progetto Melting Pot Europa) è stato alla Prefettura ed ha visto la consegna al Prefetto di una lettera in cui le associazioni chiedono ai parlamentari veneti di tutti gli schieramenti di non votare almeno questo aberrante articolo del pacchetto sicurezza, ed alle amministrazioni locali, Comune e Regione, di mettere in campo ogni iniziativa affinchè il provvedimento non venga approvato.

"Questa è una legge tanto pericolosa che ha prodotto la sua prima vittima ancor prima di essere approvata" - dicono gli organizzatori.
Il riferimento è a Joy, la ragazza nigeriana che per paura della denuncia si è lasciata morire di tubercolosi a Bari la scorsa settimana.

Le corrispondenze audio dalla piazza:
- Intervento del Dott. Roberto Marinello, pediatra, Associazione Ya Basta
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- Intervento della Dott.ssa Pervinca Rizzo, ginecologa, Sportello Rights Now
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- Intervento di Marco Tombolani, operatore, Opera nomadi
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Bologna
Un presidio trasformato in corteo quello andato in scena in Piazza Maggiore nel tardo pomeriggio di martedì. Associazioni, medici volontari, studenti e specializzandi, ma anche sindacati e migranti stessi hanno dato vita probabilmente all’iniziativa più partecipate tra le tante andate in scena.
Lo slogan io non denuncio è diventato per tutti il simbolo del rifiuto di essere inglobati nel teorema stabilito dal pacchetto sicurezza, secondo cui i cittadini stranieri senza permesso di soggiorno sono individuati come pericolo numero uno - questo uno dei messaggi che arriva dalla mobilitazione.

- L’intervento di Neva Cocchi, Progetto Melting Pot Europa
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Torino
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Vai allo speciale:
- Pacchetto sicurezza - Il medioevo della modernità. Non approvate il provvedimento