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La sicurezza passa attraverso il riconoscimento del diritto alle cure per tutti: qui non denunciamo nessuno

Comunicato Stampa Assessore alla Tutela della Salute – Regione Marche Almerino Mezzolani

9 febbraio 2009

Con l’emendamento che abolisce per gli operatori delle strutture sanitarie il divieto di segnalazione
alla polizia degli immigrati senza regolare permesso di soggiorno si viene a ledere profondamente
il diritto all’assistenza sanitaria. Nessun immigrato irregolare, malato o bisognoso di cure si
rivolgerà più ai servizi! Nessuna madre porterà a vaccinare il proprio bambino! Nessuna maternità
sarà più tutelata!

Questo provvedimento, in nome di un’ideologia xenofoba e del ricatto della Lega, non solo è
persecutorio e discriminatorio in quanto sancisce l’eclusione totale da un diritto umano
fondamentale, quale quello della salute, di un gruppo di persone solo perché hanno “un colore
della pelle “ diverso, ma è inutile e dannoso.
Inutile in quanto non è con la persecuzione delle persone bisognose di cure che si garantisce la
sicurezza dei cittadini (tanto più che la legge già prevede la segnalazione alle autorità obbligo di
referto) nei casi di violenza.
Dannoso perché la clandestinità sanitaria può comportare la diffusione di malattie che non
potranno più essere tenute sotto controllo attraverso la prevenzione e le cure e quindi ci
potrebbero essere ricadute sulla salute di tutta la collettività.

Pericoloso perché incentiverà la nascita di “percorsi sanitari” paralleli al di fuori dei sistemi di
controllo e di verifica della sanità pubblica (gravidanze non tutelate, aborti clandestini, minori non
assistiti).
Comporterà un aumento dei costi, in quanto comunque le prestazioni del Pronto Soccorso
dovranno essere garantite in ragione dell’emendamento le condizioni di arrivo delle persone
saranno più gravi e necessiteranno di interventi più lunghi e complessi.

L’opposizione a tale provvedimento è unanime nel mondo socio-sanitario: gli ordini dei medici, i
collegi infermieristici, le ostetriche, gli assistenti sociali, i fisioterapisti, gli psicologi, le più importanti
società medico-scientifiche, gran parte dell’associazionismo laico (da Medici senza frontiere ai
Medici di origine straniera, ...) e confessionale (il coordinamento immigrazione Caritas, Migrantes, i
Medici Cattolici,...) solo per citare alcune sigle.
La regione Marche da anni ha intrapreso iniziative che prevedono la tutela della salute e la
garanzie della cure a tutti i cittadini presenti nel territorio regionale, indipendentemente da sesso,
razza e religione, nel pieno rispetto della Costituzione italiana e dei diritti umani.

Per le esperienze virtuose realizzate anche grazie ai professionisti della regione e all’Osservatorio regionale sulle
Diseguaglianze, coordina un tavolo nazionale in sede di Commissione Salute su “Immigrati e
servizi sanitari in italia” e intende fermamente continuare a perseguire questa strada.
Condannando l’emendamento lancia pertanto la Campagna “Qui non denunciamo nessuno”.