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Patrasso - Medici Senza Frontiere preoccupata dopo lo sgombero del campo

14 luglio 2009

MSF chiede alle autorità greche di assicurare condizioni di vita dignitose ed assistenza medica

Dopo le operazioni di sgombero effettuate ieri dalla polizia greca all’interno della baraccopoli di Patrasso, e l’incendio scoppiato durante l’intervento, Medici Senza Frontiere (MSF) esprime profonda preoccupazione per le condizioni umanitarie dei migranti e dei richiedenti asilo rimasti ora senza tetto, così come per coloro che sono stati arrestati. MSF chiede alle autorità di assicurare condizioni di vita dignitose e assistenza medica per queste persone.

MSF lavorava in questo campo per migranti dal maggio 2008, fornendo assistenza medica di base e supporto psicologico. “Molti dei migranti che oggi sono rimasti senza riparo e che sono stati arrestati, sono stati nostri pazienti per molto tempo. Siamo profondamente preoccupati per le loro condizioni attuali e chiediamo alle autorità la garanzia che queste persone vengano trattate con dignità e che ricevano l’assistenza medica di cui necessitano”, afferma Micky Van Gerven, capo missione di MSF in Grecia.

“Il mattino presto siamo stati informati dell’intervento della polizia e siamo accorsi al campo. Le ruspe erano appena arrivate e avevano cominciato a demolire le baracche. Dopo poco è scoppiato l’incendio. Numerose persone che erano prive di documenti ufficiali sono state arrestate, mentre molte altre sono scappate. Non sappiamo ancora dove siano e cosa gli sia successo,” ha spiegato Christos Papaioannou, operatore di MSF a Patrasso. “La maggior parte è stata costretta a lasciare la terra d’origine a causa di guerre o condizioni di povertà estrema e ora deve affrontare una possibile detenzione per un periodo di tempo indeterminato e un futuro ancora più incerto. Tutto ciò potrebbe avere conseguenze negative sulle loro condizioni fisiche e mentali.”

MSF chiede alle autorità di assumersi la piena responsabilità dell’assistenza medica e del supporto psicologico per queste persone, di assicurare condizioni di vita dignitose per i detenuti e di prestare maggiore attenzione alle categorie vulnerabili come i minori, e come coloro che presentano patologie croniche e che ora sono detenuti.

La maggior parte dei migranti che viveva nel campo era di origine afgana. Tra questi molti minori estremamente vulnerabili e bisognosi di una protezione adeguata. E’ fondamentale che tutti i migranti e i richiedenti asilo vengano trattati con dignità e che le autorità rispettino le convenzioni internazionali ed europee a protezione dei migranti e dei richiedenti asilo, nonché le direttive europee che regolamentano il rispetto degli standard minimi di accoglienza dei richiedenti asilo.

Quest’intervento della polizia è parte di una più ampia strategia che ha come bersaglio i migranti, i rifugiati e i richiedenti asilo a Patrasso e in altre zone del Paese. MSF controllerà da vicino la situazione a Patrasso e continuerà a rispondere alle esigenze dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati nel Paese.

MSF lavorava nella baraccopoli abitata dai migranti a Patrasso dal maggio 2008, fornendo assistenza medica primaria, supporto psicologico e migliorando le condizioni di vita all’interno del campo. Finora MSF ha eseguito più di 8.500 consultazioni mediche, trattando soprattutto pazienti con infezioni respiratorie e patologie dermatologiche, mentre oltre 350 pazienti sono stati trasferiti negli ospedali locali. In questo lasso di tempo, oltre 400 rifugiati hanno ricevuto assistenza psico-sociale e sono state svolte più di 450 sessioni di gruppo, incluse sessioni di promozione della salute e di formazione psicologica. Infine, sono stati distribuiti ai migranti e ai rifugiati, presenti sia all’interno del campo di Patrasso che all’esterno, dei sacchi a pelo e dei kit per l’igiene personale.